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L'accademia dei vampiri di Richelle Mead in PDF

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Scrivere con il monologo interiore

Scrivere con il monologo interiore
Quando si scrive usando la tecnica del monologo interiore, non bisogna confondersi con il flusso di coscienza, perché entrambi trasmetto pensieri intimi del protagonista, ma diversamente da quest'ultimo deve avere un filo logico da seguire.
Un flusso non si controlla, sono pensieri buttati a casaccio su un foglio, tipo quando si fa il brainstorming, ma un monologo invece segue uno schema preciso. Attraverso questo stile di scrittura si può identificare la caratterizzazione di un personaggio, poiché lo scrittore si può divulgare su temi specifici e lasciare che emerga l'Io narrante della storia. Vi faccio un piccolo esempio di un monologo interiore di un racconto non ancora usato per un concorso letterario:
La mia storia non è niente di speciale, soprattutto non in confronto alla vita travagliata di Van Gogh, o all'illustre romantico William Shakespeare e nemmeno paragonata al viaggio ai confini dell'immaginabile di Alice nel paese del…

Analisi del racconto " Il gatto nero " di Edgar Allan Poe

Analisi del racconto " Il gatto nero " di Edgar Allan Poe
" Per il racconto più straordinario, e al medesimo tempo più comune, che sto per narrare, non aspetto né pretendo di essere creduto. Sarei davvero pazzo a pretendere che si presti fede a un fatto a cui persino i miei sensi respingono la loro stessa testimonianza. Eppure pazzo non sono, e certamente non vaneggio. Ma domani morirò, e oggi voglio scaricare la mia anima. "
Edgar Allan Poe ci propone questo sensazionale racconto con un esordio sorprendente retrospettivo.

La storia è scandita in due segmenti ben differenziali, il racconto sembra ripetere due itinerari simili: dalla felice o quantomeno appagante presenza del gatto alla caduta morale.  Due atti delittuosi segnano la fine dei due segmenti e aprono rispettivamente alla perdita economica conseguente all'incendio dell'abitazione del protagonista e alla sua condanna a morte.
Una serie di doppi affiorano nel racconto e contribuiscono in modo fond…

La "D" eufonica. Amica o nemica?

La "D" eufonica. Amica o nemica? 
"Prima di iniziare a parlare dell'argomento di oggi vorrei aprire una piccola parentesi a proposito dell'articolo di settimana scorsa sull'auto pubblicazione. Esso ha ricevuto molti commenti, sui social e nel blog stesso, sia di apprezzamento che di diniego. A fronte di nuove informazioni ricavate dal confronto riscriverò il testo per meglio approfondire l'argomento, ma in principio mi scuso con i lettori che, anche se non era mia intenzione, si sono sentiti offesi dalle mie parole. Ne prendo atto e mi assumo la responsabilità di ciò che dico, scrivo o penso e per rispetto di chi mi segue con passione cercherò di non porre la mia esperienza come l'unica possibile o veritiera."
Detto questo passiamo a un discorso meno spinoso e analizziamo la fantomatica "D" eufonica. 
Amica o nemica? 
Chi non ha mai avuto problemi in merito? 
Per anni ho usato la "D" eufonica senza realmente conoscere la regol…

Analisi del racconto " Il crollo della casa degli Usher " di Edgar Allan Poe

Analisi del racconto " Il crollo della casa degli Usher " di Edgar Allan Poe
Ed eccoci di nuovo insieme con un altro racconto di Edgar Allan Poe, chi di voi lo conosce, o ha letto una storia di questo supremo poeta americano?
Innanzitutto vorrei esprimere la mia personale impressione di questo straordinario racconto, che tra l'altro ho letto in una mattinata grigia e cupa, di cui le nuvole erano dense e opache, forse volevano illuminare la strada del racconto che stavo per scoprire, o forse, proprio come il protagonista di esso, mi sono sentita incantata dalla superstizione dell'atmosfera funebre della casa degli Usher.
Il racconto inizia con l'arrivo del personaggio proveniente da un luogo remoto del paese, lasciatosi alle spalle un mondo la cui concretezza civile, sociale, geografica non è neppure accennata, il narratore arriva alla casa degli Usher. Esso ci trasporta immediatamente nel mezzo degli eventi, come se la vita del narratore iniziasse nel punto in c…

Auto pubblicazione i pro e i contro

Sopravvivere nel mondo dell'editoria  Quinto capitolo  Auto pubblicazione i pro e i contro 
Il termine in se stesso significa pubblicarsi da soli. 
Ma perché ricorrere a una simile scelta? 
I motivi possono essere molteplici:
- Per evitare la pressi dell'invio del manoscritto a un editore, e quindi l'attesa che ne deriva,
- Per evitare il rifiuto, e quindi mettere in dubbio il proprio talento,
- Per egocentrismo, 
- Per facilitarsi il cammino. 
Ovviamente ci sono dei pro e dei contro: 
I primi, secondo me, non valgono poi il rischio che si affronta. 
Potersi pubblicare significa saltare la normale prassi e fare affidamento solo sulle proprie esigenze e competenze. 
Ma come si può essere sicuri della proprio bravura se non ci si confronta? 
Credo che un editore serva anche a livello personale, i rifiuti soprattutto per capire le lacune e cercare di migliorare, mentre i successi portano a un lavoro seguito e compreso dai professionisti del campo. 
Quindi i pro si possono racch…