Passa ai contenuti principali

Recensione - Punti cardinali - edita da Chance Edizioni



Titolo: Punti Cardinali

Autore: Autori Vari

ISBN: 9788894352801

Pagine: 152

Anno di Pubblicazione: 2018

Formato: Cartaceo

Prezzo di Copertina: € 12,00

Recensione - Punti cardinali - 

Edita da Chance Edizioni



Scrivere un racconto breve non è impresa da sottovalutare, anzi, al contrario di un romanzo, risulta essere un po' più difficoltoso per via dello spazio ristretto in cui l'autore è costretto a narrare; proprio in questo spazio s'intuisce l'abilità di un autore, poiché egli deve costruire uno o più personaggi e farli muovere in condizioni limitate per delineare un'ambientazione che riesca a suscitare la giusta coerenza.  

Per di più caratterizzare un personaggio non è facile nemmeno nell'arco di un intero romanzo, figuriamoci in un paio di pagine. 

Questo è uno dei motivi che dovrebbe spingere ogni autore a tentare la stesura di un racconto, per mettersi alla prova a capire quanto stile esista nel suo animo.  

Perché l'arte è di tutti, ma lo stile va forgiato come una spada che fende l'aria e la trapassa come se non esistesse nemmeno.

L'autore da cui ho tratto ispirazione per dei consigli e insegnamenti è Edgar Allan Poe. 

In un precedente articolo avevo trattato questo argomento in modo approfondito. 


Questa piccola introduzione serve per chiarire cosa andrò ad analizzare nella recensione di questa raccolta intitolata “Punti cardinali”, edita dalla casa editrice Chance Edizioni

L'intera raccolta ha, come filo conduttore, l'introspezione intesa come emozione unica e universale. 
Ogni autore ha regalato un pezzo di se stesso alla propria storia, per poi condividerla con il lettore.

Da questo punto fondamentale possiamo intuire la vastità di sentimenti presenti in questi quindici racconti: ognuno a modo suo è speciale, per un motivo o per l'altro. 

Il mio racconto intitolato “Il manicomio delle ombre”, selezionato e inserito all'interno della suddetta raccolta, non riceverà nessuna analisi, almeno non da parte mia.

Perciò iniziamo con ordine, ma prima di passare alla parte tecnica vorrei inserire qui l'introduzione di questa raccolta presente come incipit del libro. 

PUNTI CARDINALI


Nessun fiume è grande e ricco di per sé, ma è il fatto di ricevere e convogliare in sé tanti affluenti a renderlo tale. 

Ciò vale anche per ogni grandezza dello spirito.

Importa solo questo: che uno imprima la direzione che poi tanti affluenti dovranno seguire, e non che uno possieda sin dall'inizio capacità grandi o piccole. 

- F. Nietzsche - 

LA FINESTRA DI LUCIA SOSCIA 


Questo racconto inizia in medias res, cioè nel vivo degli eventi, narrato in seconda persona cattura la mente e trascina senza volontà in un turbine di parole compatte. 

Parole che fanno riflettere, parole che fanno paura, parole che mettono agitazione e quest'insieme di emozioni  cozzano l'una contro l'altra in un susseguirsi di pensieri e domande. 

La seconda persona è un metodo di narrazione particolare perché a differenza della prima persona in cui è il lettore a guardare il mondo con gli occhi del protagonista, nella seconda invece è proprio il contrario, sarà il lettore a dover usare la vista interiore per connettersi con il personaggio e quindi capirete che non è affatto facile scrivere in questa maniera.

La fabula è creata ad arte e con la logica di chi sia dove condurre le danze per un finale che non può che sorprendere, mentre l'intreccio viene oscurato dalla storia stessa. 

La protagonista possiede un IO interiore che oscura l'ambientazione intorno alla sua figura, che pare essere irreale e astratta. 

Sebbene quest'ultima non appaia fuori luogo e nemmeno scostante della realtà. 

Una storia con un'introspezione forte e d'impatto, che oscura e illumina, ma allo stesso modo in cui il sole e la luna danno vita al mondo, questo racconto fa chiarezza in una mente tormentata. 

Uno stile fresco capace di in una miriade di metafore di congiungere il lettore con il proprio sub-inconscio. 

Essendo un racconto narrato in medias res ci si ritrova catapultati in un universo che non ci appartiene e timidamente ci si accosta al pensiero della protagonista, che riesce a prenderci per mano e a condurci fino alla fine. 

Inoltre questa storia mi ha portato alla mente un vecchio episodio. 

Un ricordo di anime morte riflesse in occhi apatici. 

Una sensazione che mi aveva folgorata seduta in un bar a osservare la gente che mi passava accanto. 

Perché alla fine noi chi vogliamo essere?  Chi siamo? 

Quest'ultima riflessione è il messaggio che ho potuto comprendere da questa storia. 

ATTACCHE DI SABRINA PALMUCCI 


Questo racconto ha molto da trasmettere e molto da insegnare. 

Ci mostra una protagonista sicura di se stessa, che sa chi è e chi vuole essere. 

Una donna libera e coraggiosa di fare le proprie scelte. 

Questa caratterizzazione si mischia come più colori uniti insieme all'ambientazione e al personaggio maschile, che sin da subito chiarisce il suo carattere e il suo ruolo all'interno della storia. 

Mentre la protagonista è un personaggio che potrebbe fare invidia per la sicurezza con cui affronta i suoi pensieri e non posso che essere orgogliosa per il modo in cui l'autrice ha raccontato questa storia. 

La fabula e l'intreccio in questo caso vanno di pari passo al fine della storia. 

In medias res non si sbaglia mai e gli eventi ci trascinano con passo spedito nello svolgimento e poi alla conclusione. 

Scritto in terza persona ci mostra anche due parti della stessa medaglia. 

Uno stile che riporta alla mente ideali freschi e genuini. 

Un IO interiore che permette di capire l'andamento degli eventi senza sforzo. 

Le parole e i gesti dei personaggi danno un senso coerente alla narrazione. 

Il messaggio che ho percepito ricorda la libertà di scelta e l'essere felici con noi stessi, ma anche sinceri e forse quest'ultima constatazione è la più importante. 

COME L'EDERA SULLE CREPE DI CELESTE INGUANTA


In questo racconto non esiste un'ambientazione o dei personaggi a delineare la storia. 

Un personaggio non identificabile che ci trasporta nei suoi pensieri con un flusso di coscienza caratteristico. 

Essi sembrano avere una volontà propria e cercare di afferrarli per poterli comprendere diventa l'unico obiettivo della storia. 

Non esiste un intreccio e nemmeno una fabula come si può capire dall'inizio di questo testo e il messaggio che ho percepito non riguarda un ideale di vita o un sentimento per cui lottare, ma piuttosto una consapevolezza che tutto è collegato e che niente ha significato se non ci si sofferma sul suo vero valore. 

E questo mi ha portato alla mente domande alle quali non è poi così difficile trovare delle risposte, perché a volte basterebbe osservare con il cuore e non con gli occhi. 

LEI DI LUCIA FALBO 


Un racconto con una storia strutturata molto bene. 

La fabula e l'intreccio costruiscono un susseguirsi di scene che portano all'inevitabile conclusione. 

La storia inizia con la presentazione ordinaria dei protagonisti e della situazione in cui si trovano. 

Inoltre la storia è narrata al tempo passato e la protagonista è delineata così bene che sembra essere un tutt'uno con l'ambientazione.

I personaggi secondari risultano di rilievo al fine della storia, tranne uno, che ne modifica la fine. 
Un racconto che ha molto da insegnare, forse parlo per me stessa, ma il messaggio potente che ho percepito mi ha lasciata a bocca aperta. 

Non si può fraintendere e mi ha fatto riflettere. 

Mi sono rispecchiata in questa donna e ne sono stata risucchiata anche se non volevo conoscere la fine della sua storia. 

Per paura? Può essere. 

Quest'ultima riflessione coincide con il messaggio che ho percepito in questo racconto.

Che bisogna avere coraggio per andare avanti. 

LICANTROPIA DI CLAUDIA GRILLEA 


In questo racconto ci vengono presentati tre protagonisti in un'unica storia e mediante l'utilizzo dei POV è facile immergersi nei diversi caratteri e capire la logica della narrazione. 

Il racconto inizia a ritmo lento, in modo da trasportare il lettore passo passo spiegando gli avvenimenti che hanno condotto la storia al punto finale. 

Una fabula che permette a realtà e finzione di scindersi e un intreccio che rimane sospeso fino alla conclusione della storia. 

Uno stile di scrittura sintetico, ma comprensibile e diretto. 

L'ambientazione sembra non influire sui personaggi e viceversa. 

Il messaggio che ho percepito dapprima vago alla fine è divenuto chiaro è: che vivere è una scelta e se farlo nella realtà o nella finzione spetta solo a noi deciderlo. 

A questo proposito ho trovato un'autrice che ha saputo spiegare questa sottile linea in cui di solito viviamo noi scrittori, tra realtà e fantasia, e trovo che sia un racconto molto profondo, per chi sa comprenderlo. 

UN MARE DI SILENZI DI FLAVIA ZARBO


Il tempo passato fa da sottofondo a questa storia che inizia in medias res in modo da trasportare il lettore subito nel vivo degli eventi. 

La fabula è strutturata a dovere, ma l'intreccio è semplice, anche se non fraintendibile. 

La protagonista ci mostra la sua personalità che fa da sfondo a un'ambientazione surreale.

Mentre il personaggio secondario è anche esso importante al fine della storia, che sarebbe potuta finire in modo diverso in base alla scelta del protagonista maschile. 

Perché alla fine le scelte di uno condizionano a volte quelle dell'altro, ma spetta sempre all'individuo l'ultima parola e quella che ha messo il punto a questa storia è stata un condizionamento dovuto alla speranza e all'amore. 

Un messaggio blando, ma d'impatto. 

La vita è come un sogno e quando meno ce lo si aspetta arriva sempre l'inaspettato. 

DIREZIONE SUD DI BARBARA MODAFFARI 


Un racconto narrato al tempo presente che ha una fabula molto compatta e di cui l'intreccio risulta inutile al fine della storia che inizia con la presentazione ordinaria di persone e situazioni.

Un viaggio in cui ci trasporta la protagonista con l'animo gentile e questa caratteristica sembra riprendere ogni scena come se fosse unica. 

Ciò che la protagonista compie a fine storia mi ha trasportato nel suo cuore, come se fosse possibile toccarlo con mano, un gesto, lo ammetto, che non sono sicura avrei compiuto anch'io. 

L'ambientazione si adatta con il suo carattere, mentre i molteplici protagonisti secondari sono comparse tranne per alcuni che poi sono il motivo della conclusione della storia. 

In questo modo si può percepire un messaggio unico e indelebile.

Nella vita c'è sempre da imparare. 

ESTATE DEL 1973: AVEVO DA POCO COMPIUTO TRENTUNO ANNI DI CRISTIAN CRUCINIO


Il racconto inizia in medias res, ma si alterna a scena che narrano a ritroso nella storia, che scritta al tempo presente e con l'aggiunta del discorso diretto fila senza intoppi fino alla fine. 

La fabula e l'intreccio finale si muovono a narrare la storia che ci mostra un protagonista smarrito, ma che infine comprende cosa voglia dalla sua vita. 

Un uomo che compie un viaggio verso una destinazione chiara, ma di cui l'esito rimane oscuro.

Noi donne ci lamentiamo spesso che gli uomini siano incapaci di gesti eclatanti e romantici, ebbene, in questo racconto si può notare come questa affermazione sia falsa.

La protagonista femminile invece sembra decisiva nella storia e la sua scelta ancor di più per la fine del racconto e devo dire che mi vergogno per il suo comportamento immorale. 

Un messaggio sincero e aperto ci spiega che per comprendere se stessi bisogna affrontare il viaggio e non averne paura. 

AVELLINO CITY DI CINZIA COPPOLA


Il protagonista di questo racconto si impone fin da subito con la sua speciale caratteristica e ci conduce in una storia che non possiede intreccio o fabula, ma al fine dell'intero schema non c'è né bisogno. 

Una storia narrata al tempo presente e che si sposta in scene diverse per far entrare il lettore nel mondo di questo personaggio. 

Questa storia mi ha fatto venire in mente un racconto che scrissi anch'io per un concorso molti anni fa e mi sono trovata stupita dal modo in cui l'autrice sia stata capace di introdurre in lettore in questi pensieri differenti e il perché potrete capirlo solo leggendolo. 

Il messaggio che si percepisce ha un valore un po' astratto, eppure concreto come un pugno allo stomaco. 

Sono molte le cose che diamo per scontate. 


D'INVERNO E PRIMAVERA. L'ATTESA DI OGNI STAGIONE DI WALTER VENOSO 


Questo racconto invece è molto riflessivo all'insegna dell'Io interiore e di una ricerca che forse non esiste. 

Una bilancia con due pesi, i quali non possono essere misurati, ma compresi tramite pensieri onesti. 
Un personaggio non definito ci accompagna in una storia delicata e solare. 

Mi sono immaginata passeggiare per un sentiero senza delimitazioni, in cui la mente può essere libera di vagare per il mondo.

Osservare ciò che di solito non si guarda, sentire ciò che di solito non si percepisce, toccare ciò che di solito non si sfiora neppure.

Troppo presi dalla vita concreta ci dimentichiamo di quella astratta, la più importante. 

La storia inizia in medias res e sebbene non abbia un intreccio, la sua fabula è coerente con l'ambientazione. 

Ho percepito un messaggio inaspettato e quasi fantastico, allo stesso modo in cui le dita scorrono sulla tastiera dando voce ai miei pensieri. 

CECI N'EST PAS UNE FONTANA DI FEDERICA CONSOGNO 


Questa storia inizia in medias res e ci presenta una protagonista con un animo artistico e interessante sotto molti punti di vista. 

Una caratterizzazione da togliere il fiato e che si sposa alla perfezione con l'ambientazione. 

Una storia di cui la fabula e l'intreccio non esistono, ma che anche senza esserci come scene decisive si possono percepire per il continuo evolversi del monologo interiore. 

Uno stile di scrittura ricco di parole e sinonimi, nonché di aggettivi e confronti. 

Essendo anch'io un'artista ho percepito le emozioni come fossero mie, e nonostante non abbia mai avuto un blocco dovuto alla scrittura, mi è stato facile immedesimarmi in questa protagonista e mi sono chiesta come reagirei se dovesse succedermi.

A essere onesta non lo so, come tutto nella vita bisogna esserci nelle situazioni per poterle capire, ma grazie a questo racconto ho potuto toccare con mano una reazione che non mi appartiene. 

Il messaggio che ho percepito è che l'animo di un artista può tutto o niente e solo chi comprende l'arte può davvero capire. 

Arte è la parola d'ordine. 

DUE Più UNO DI ROSSANA ORSI 


Recensire il racconto del proprio editore non è mica una passeggiata, ma ci provo lo stesso! 

Questo racconto viene narrato al tempo presente in terza persona e ci mostra tre personaggi che hanno ben poco in comune, ma che alla fine trovano il modo di congiungersi. 

Inoltre credo che inserire in un singolo racconto le vicende di tre protagoniste sia quasi un suicidio.

Sul serio, non è mica facile, ma l'autrice ci è riuscita senza problemi e anzi, ci ha mostrato delle scene di vita ordinaria che rispecchiano ciò che siamo e ciò che non siamo. 

In una danza di parole curate e ritmiche l'autrice ci accompagna in una storia dolce e soave.

In una storia in cui le parole fanno da sfondo a un'ambientazione particolare. 

La fabula e l'intreccio sono costruiti così bene che la fine non è prevedibile. 

La caratterizzazione delle protagoniste porta a un confronto distaccato eppure unanime. 

Il messaggio che ho percepito in queste pagine è che la vita vissuta in compagnia ha un altro sapore, anche solo per un momento fugace condiviso. 

A volte siamo così sommersi da noi stessi da non accorgerci che esistono altre persone. 

Altre volte siamo proprio noi ad allontanarle chiudendoci nella nostra corazza. 

Ma perché?

Confrontarsi è il miglior modo per potersi comprendere, perché guardarsi allo specchio è un'azione coraggiosa e il riflesso potrebbe mostrare più di quanto ci si aspetta.

FERMO-IMMAGINE DI CHIARA DEL GIORNO


Questo racconto inizia a ritroso per poi immergersi nella narrazione in un intreccio di scene esultanti. 
La fabula ha una sua logica costante e la fine ne rispecchia l'incipit. 

La protagonista è caratterizzata come donna sofferente, ma la sua crescita interiore la avvicina al personaggio maschile di cui l'autrice ci fa regalo dei suoi pensieri. 

Il fatto che è possibile leggere anche i pensieri del personaggio maschile rende il racconto molto più reale e veritiero, come se entrambi nella storia stessero cercando un loro equilibrio tramite ciò che comunicano al lettore.

Un'ambientazione surreale e vivace accompagnata da uno stile di scrittura chiaro e genuino. 

Il messaggio che ho percepito in questa storia mi ha fatta riflettere. 

Perché nella vita bisogna sempre andare avanti e imparare a essere forti, nonostante le cicatrici impresse. 

FIGLIO DELL'UOMO DI NADIA CARUSO 


La raccolta si conclude con questo racconto che inizia in medias res anche se la storia non ha fabula o intreccio e quindi nessuna scena determinante. 

Non esiste un'ambientazione, ma al tempo stesso l'Io interiore di questo personaggio occulta tutta la scena con la sua maestosità.

Un racconto fantastico come genere, che a conti fatti da molto a cui pensare. 

Tutti dovrebbero leggere questo testo e farsi qualche domanda in merito.
Non mi aspettavo una fine così reale e al tempo stesso suprema. 

Non credo di avere il coraggio per narrare una storia del genere, non riuscirei mai a essere un tutt'uno con questo personaggio. E chi è?

Vi consiglio davvero di leggere questa raccolta, ne rimarrete stupiti. 
Il messaggio? 

Forse il destino esiste e quindi il libero arbitrio è solo una pia illusione dell'uomo. 

Fine recensione


Per concludere questa recensione, in cui ho cercato di rimanere obiettiva anche a discapito dei colleghi, mi sento di aggiungere che sono orgogliosa di far parte di questo gruppo di scrittori. 

Sono anche onorata di poter presentare questa nuova raccolta edita dalla casa editrice Chance Edizioni, che come detto nel precedente articolo riguardante il Salone del Libro, è gestita da persone meravigliose. 


A dispetto dei nostri rispettivi ruoli Rossana e Andrea sono persone gentili e a livello umano ci si può rapportare anche in termini di amicizia. 

Una collaborazione del genere non può che essere messa in rilievo. 

Andrea e Rossana mi hanno aiutata tantissimo, sopratutto mi hanno ridato fiducia in me stessa.

Come dice il nome stesso della casa editrice l'editore elargisce davvero una Chance agli autori. 

Detto questo vi consiglio di leggere questa raccolta se avete l'animo aperto alle emozioni forti e introspettive, ma perché non provare comunque a farsi trascinare delle storie scritte? 

Link d'acquisto sul sito della casa editrice Chance Edizioni Punti cardinali 


Commenti

  1. "niente ha significato se non ci si sofferma sul suo vero valore.
    E questo mi ha portato alla mente domande alle quali non è poi così difficile trovare delle risposte, perché a volte basterebbe osservare con il cuore e non con gli occhi." è davvero bello sentire che ciò che si è provato a mettere in luce (il soffermarsi alle cose, troppo veloci da essere colte, viste solo con gli occhi distratto e frenetici) sia stato colto. Non mi aspettavo sarebbe successo. Grazie mille per le parole spese❤️

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Celeste!
      Benvenuta nel blog!
      Diciamo che quando leggo un testo cerco sempre di capire qual è il messaggio che si cela tra le parole, perché secondo me è una cosa importantissima!
      Grazie a te! ^_^

      Elimina
  2. Ciao Sharon. Ti ringrazio per le bellissime parole che hai avuto per il mio racconto. Ti confido che è la prima volta che scrivo per gli adulti, io nasco come scrittrice di fiabe per bambini. È quindi davvero importante per me sapere di essere riuscita a trasmettere emozioni forti, pur trattando un tema difficile e controverso. Colgo l'occasione per dirti che anche io ho molto apprezzato il tuo racconto, non sono brava come te nelle recensioni ma mi sono immersa completamente in quella realtà così assurda, complessa e angosciante. Bravissima.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Lucia e benvenuta sul blog!
      Non sapevo scrivessi fiabe per bambini, complimenti allora per esserti messa in gioco con questo racconto e per il modo in cui sei riuscita a comunicare il messaggio che volevi celare tra le pagine.
      Hai letto il mio racconto? Non me lo aspettavo!
      Lo ammetto e ti ringrazio davvero molto, è per me un onore far parte di questo incredibile gruppo! ^_^

      Elimina
  3. Devo ammettere che ho scritto veramente pochi racconti brevi, anche perché sono praticamente convinta di non esserne capace ^^", comunque ammiro chi riesce a dare voce ai pensieri dei personaggi senza risultare scontato o banale e questa raccolta ,dalle tue parole e dalle analisi che hai fatto dei vari racconti, sembra perfetta per chi, come me, ama riflettere anche su cose che apparentemente sembrano banali. Il fatto di riuscire a creare un mondo in poche pagine e dare un senso a quello che il personaggio vive è un fattore che ammiro molto:)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Giulia!
      Se non ricordo male questa raccolta ti aveva stregata già dalla copertina, quindi è proprio vero che i gusti sono personali. Il filo conduttore di questi testi è l'introspezione e devo ammettere che ne sono rimasta sorpresa anch'io. Ho potuto leggere i racconti solo a libro stampato e presentato al Salone del Libro ed è stata una bella scoperta. Certo non è facile scrivere un racconto breve, proprio per il fatto di dover caratterizzare un personaggio o più di uno nello spazio ristretto di un paio di pagine. Però secondo me dovresti provare, non si sa mai! ^_^

      Elimina
    2. Forse ci proverò :) magari non verrà benissimo ,però possiamo dire che ci ho provato :) a proposito com'era il Salone del Libro ? Purtroppo anche quest'anno non sono riuscita a vederlo^^"

      Elimina
    3. Infatti, nella vita bisogna sempre provare e tienimi aggiornata, sono curiosa! ^_^ Un'esperienza incredibile, anche se partecipare da autrice mi ha fatta girare come una trottola tra gli stand della case editrici con cui collaboro e in pratica non sono riuscita a leggere nessuna quarta di copertina! Ti lascio il link dell'articolo, magari ti fa piacere leggerlo e potremmo organizzarci per l'anno prossimo e trovarci al Salone. ^_^ https://myblogscrittrice.blogspot.it/2018/05/salone-del-libro-di-torino-2018-ve-lo.html

      Elimina
  4. Claudia Grillea25 maggio 2018 12:10

    Ciao Sharon. Innazitutto, ti ringrazio tantissimo per le parole spese per il mio racconto e per i racconti di tutti gli autori. Sono felice che ti sia arrivato un messaggio e che tu l'abbia apprezzato. La difficoltà per me, stranamente, è invece proprio nel non scrivere racconti brevi.. Mi riesce molto complesso riuscire a portare avanti una storia senza aver paura di risultare noiosa. Detto questo, è sempre fantastico vedere il punto di vista di ogni autore e il suo stile personale, che appassiona ognuno per motivi differenti. Vorrei poterti dire qualcosa circa il tuo racconto, ma purtroppo ancora non ho avuto modo di avere la raccolta fra le mani. Appena avrò letto tutto sarò felice di dirti cosa ne penso. Ti rigrazio ancora per questa recensione e spero magari di incontrarci presto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Claudia, e benvenuta nel blog!
      Leggere questa raccolta è stata una sorpresa anche per me, non avevo dubbi sulla qualità dei testi, ma su ciò che mi avrebbero trasmesso e anche in questo caso non ho potuto che esserne felice. Personalmente non ho problemi ha scrivere un racconto o un romanzo, entrambe le tipologie mi risultano naturali come bere un bicchiere d'acqua. Credo tu debba lasciarti andare senza pensare a quello che potrebbero dire gli altri. ^_^
      Ti ringrazio del pensiero, mi farebbe davvero piacere sapere cosa ne pensi del racconto! Grazie! ^_^

      Elimina
  5. Attendevo con impazienza la recensione di qualcuno che avesse avuto modo di leggere tutti i racconti, soprattutto perché, al contrario di altri, il mio non è nato né cresciuto al fine di essere inserito in una raccolta (e non nego che questa consapevolezza è stata, a tratti, fonte di sensazioni negative, di un conseguente senso di inferiorità).
    Nasce come una sorta di diario, senza nessuna pretesa, ma viaggia pur sempre sul filo delle emozioni, forse sin troppo semplici, seppur genuine.
    Mi fa piacere che il senso sia stato percepito nonostante, appunto, la semplicità del testo.
    La consapevolezza che, in un istante, qualcosa può cambiare.
    Spero di poter leggere presto gli altri racconti, sono certa che sarà una lettura emozionante. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Flavia ciao e benvenuta nel blog!
      Scusa se ti rispondo solo adesso, ma posso assicurarti che, nonostante il motivo per cui tu abbia scritto questo racconto, esso non ha nulla di meno rispetto agli altri.
      Il senso di inferiorità che ti grava addosso è solo una brutta sensazione, ma a parer mio, non vera!
      Un filo di emozioni che mi hanno comunicato una sensazione di speranza e continuità, quindi Flavia, posso concludere dicendoti che se Rossana e Andrea ti hanno scelta, è perché credono in te!
      Abbia sempre fiducia in te stessa! ^_^
      A presto.
      Sharon.

      Elimina
  6. Ciao Sharon 🙂 eh si, sono notturna 😂
    Anche se te lo già detto, te lo ripeto: È sempre un piacere leggere i tuoi articoli 💜
    Mi hai fatto venire la curiosità di leggere questa raccolta, perché io amo l'introspezione, anche se sugli altri è meno difficile che su noi stessi 😅
    Ovviamente voglio leggere il tuo racconto 😀
    Ah, visto che ne hai parlato... Non riuscire a scrivere, per varie ragioni, non è affatto bello. Non vorrei mai che accadesse anche a te 😘
    Sei ammirevole 🙏🏼

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Sophia!
      Si ormai lo so, tranquilla! ^_^
      Se dovessi leggere la raccolta poi devi farmi sapere cosa ne pensi e sono anche curiosa di avere un tuo parere sul mio racconto! ^_^
      Infatti spero non mi accada! haha
      Un abbraccio.

      Elimina
  7. Ciao Sharon, sembrano tutti dei bellissimi racconti e, non ho bisogno dell'analisi del tuo racconto, perché il titolo incuriosisce e conoscendo il tuo stile narrativo sono sicura che è molto bello.
    Il tema della raccolta ti conquista subito e non può che far venire voglia di leggerla. Inserita nella lista di cose da leggere :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Vanessa!
      Questa raccolta racchiude dei bei racconti, una lettura che
      consiglio davvero per la vastità di emozioni che riescono a trasmettere e quindi grazie!
      Sono proprio curiosa di scoprire cosa ne pensi del mio racconto, a prescindere dal titolo che magari trae in inganno, però hai ragione, ormai lo stile lo conosci! ^_^

      Elimina

Posta un commento

Se commenti per la prima volta, ti consiglio di:
1) accedere all'account con cui vuoi firmarti
2) ricaricare la pagina
3) solo allora inserire il commento.
Se vuoi rimanere aggiornato sulla conversazione via e-mail ti consiglio di mettere la spunta su "inviami notifiche".
Il tuo parere conta, ma non dimenticarti di esprimerlo!

Post popolari in questo blog

Scrivere con il monologo interiore

Scrivere con il monologo interiore
Quando si scrive usando la tecnica del monologo interiore, non bisogna confondersi con il flusso di coscienza, perché entrambi trasmetto pensieri intimi del protagonista, ma diversamente da quest'ultimo deve avere un filo logico da seguire.
Un flusso non si controlla, sono pensieri buttati a casaccio su un foglio, tipo quando si fa il brainstorming, ma un monologo invece segue uno schema preciso. Attraverso questo stile di scrittura si può identificare la caratterizzazione di un personaggio, poiché lo scrittore si può divulgare su temi specifici e lasciare che emerga l'Io narrante della storia. Vi faccio un piccolo esempio di un monologo interiore di un racconto non ancora usato per un concorso letterario:
La mia storia non è niente di speciale, soprattutto non in confronto alla vita travagliata di Van Gogh, o all'illustre romantico William Shakespeare e nemmeno paragonata al viaggio ai confini dell'immaginabile di Alice nel paese del…

Analisi del racconto " Il crollo della casa degli Usher " di Edgar Allan Poe

Analisi del racconto " Il crollo della casa degli Usher " di Edgar Allan Poe
Ed eccoci di nuovo insieme con un altro racconto di Edgar Allan Poe, chi di voi lo conosce, o ha letto una storia di questo supremo poeta americano?
Innanzitutto vorrei esprimere la mia personale impressione di questo straordinario racconto, che tra l'altro ho letto in una mattinata grigia e cupa, di cui le nuvole erano dense e opache, forse volevano illuminare la strada del racconto che stavo per scoprire, o forse, proprio come il protagonista di esso, mi sono sentita incantata dalla superstizione dell'atmosfera funebre della casa degli Usher.
Il racconto inizia con l'arrivo del personaggio proveniente da un luogo remoto del paese, lasciatosi alle spalle un mondo la cui concretezza civile, sociale, geografica non è neppure accennata, il narratore arriva alla casa degli Usher. Esso ci trasporta immediatamente nel mezzo degli eventi, come se la vita del narratore iniziasse nel punto in c…

Sei uno scrittore, ma hai paura di parlare in pubblico?

Sei uno scrittore, ma hai paura di parlare in pubblico? Il titolo di per sé dovrebbe darvi un'idea dall'argomento che tratterò in questo articolo, ma perché la paura di parlare in pubblico da parte di uno scrittore? 
Come molti di voi sapranno non è proprio una cosa naturale per uno scrittore parlare in pubblico, perché tutto ciò che si ha da dire lo si comunica attraverso le parole scritte, ma allo stesso modo è inevitabile dover raccontare a volte ciò che si crea.

Quindi come si fa a superare questa paura? 

Non esistono formule magiche, e neppure esercizi di preparazione, ma penso di potervi rincuorare raccontandovi la mia recente esperienza.

Può essere semplice?  

Diciamo per così dire!

In questi giorni mi è capitato di parlare in pubblico, per un attimo ho temuto il peggio per la mia stessa sanità mentale e capisco che possa sembrare facile a parole, ma con i fatti è tutt'altra storia.

Parlo quindi a discapito di ciò che credevo e pensavo, finché non ho provato l'es…