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Recensione - Intrighi Celesti - di Jessica Vincenzutto



Recensione - Intrighi Celesti - di Jessica Vincenzutto 


Formato: Formato Kindle
Dimensioni file: 1750 KB
Editore: Jessica Vicenzutto; 2 edizione (22 novembre 2016)
Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
Lingua: Italiano
ASIN: B01N0HH9TG
Word Wise: Non abilitato
Miglioramenti tipografici: Abilitato  




Trama Intrighi Celesti - Fallen in Love -


Quarta di copertina:

Claire non può immaginare che dietro ad una lettera portata dal mare, si possa trovare il vero amore. 

Che in un’amica ci possa essere un angelo custode. 

Che in un amico si possa albergare un nemico psicotico. 

Che, da una vita apparentemente noiosa, si possa passare ad una vita frenetica ed in continua lotta per poter sopravvivere. 

Nella vita non bisogna dare mai nulla per scontato e Claire lo scoprirà a sue spese.

Sinossi:

Una lettera che arriva dal mare viene trovata dalla giovane Claire che non può far altro che cominciare una corrispondenza con colui che l'ha scritta.

Una dolce canzone malinconica avvicinerà i due ragazzi fino a farli innamorare ma quando Stefan tornerà, dovranno combattere per il loro amore e la vita della ragazza.

Aiutata dagli amici Claire, lotterà e scoprirà un mondo diverso da quello che conosce.

Creature fantastiche e mitologiche, faranno in modo che la sua vita possa continuare.


link per poter leggere il primo capitolo:

Biografia autrice Jessica Vincenzutto


Jessica Vicenzutto è nata a Pinerolo (TO) il 22/11/1991 ed è cresciuta in un piccolo paesino del pinerolese.

Ha cominciato a leggere assiduamente all'età di 9 anni ed a scrivere seriamente a 12, seguendo la sua passione.

Crescendo, è aumentata la sua voglia di mettere in mostra le sue capacità di scrittrice, disegnatrice e cantante.

Ha frequentato i primi due anni di liceo artistico per poi lasciarlo ed iscriversi in un istituto professionale.

Attualmente è tornata a frequentare i corsi serali del liceo artistico e continua ad inseguire il suo sogno di far leggere i suoi racconti ad altri.

Mia recensione

La storia inizia lentamente, raccontata in prima persona, al tempo passato, dalla protagonista stessa, che ci fa muovere piano piano nella sua vita e poi in ciò che incentra il fulcro evolutivo. 

Uno stile di scrittura che mi ha ricordato molto il primo romanzo che scrissi all'età di dodici anni.
Durante quel periodo ero enormemente attratta da questo tipo di storie.

Un Fantasy Romance adolescenziale, in cui  l'ambientazione che fa da scenario è una scuola, di conseguenza i personaggi si muovono in uno spazio ristretto e con altrettante caratteristiche limitate, almeno secondo il mio parere.

Con gli anni mi sono completamente distaccata da questo genere, ma devo ammettere che ritrovarlo in questo romanzo mi ha portato indietro nel tempo e a dei bellissimi ricordi.

La coerenza nel testo iniziale segna un susseguirsi di scene identiche che incentrano un motivo preciso e che essendo pressoché identiche incalzano al ritmo di un presagio. 

Un'aspettativa evidente nasce da ciò che viene narrato.

La fabula si mischia con il messaggio che questo romanzo vuole comunicare.

Gli unici dettagli che descrivono la protagonista e la sua amica sono: il colore dei loro rispettivi occhi, quasi identici, ma con sfumature diverse.

La loro caratterizzazione però è ovvia, almeno nel contesto io l'ho percepita cosi:

La protagonista sembra avere un carattere sensibile e ordinario, mentre l'amica assomiglia ad un'anima pia, pronta ad aiutare a qualsiasi costo, anche se in quest'ultima devo ammettere di aver percepito qualcosa di strano sin dall'inizio.

Un sensazione vaga, eppure persistente
Andando avanti con la lettura si può facilmente riconoscere uno stile genuino e semplice.

La scrittura non ha particolarità esagerate, ma in compenso le frasi sono corte e chiare, insomma non lasciano certo spazio a fraintendimenti.

Quello che mi ha lasciato piacevolmente sorpresa è stato l'impatto di caratterizzazione del personaggio maschile.

Mi ha trasmesso una sensazione di dolcezza infinita, un'emozione che difficilmente si riesce ad associare ad un protagonista del mondo Fantasy, oppure ho letto troppi Dark e la mia mente è invasa da aggettivi brutali. 

Comunque in qualsiasi genere, di solito gli uomini vengono descritti come maleducati, burberi, impazienti, nevrotici, cattivi e quant'altro e quindi è stato piacevo e lo ammetto strano, trovare invece il contrario di ciò che davo per scontato. 

Questa particolare caratteristica mi ha dato una marcia in più per volerlo conoscere fino in fondo e capire questo suo modo di essere troppo perfetto. 

Dopo aver letto un paio di capitoli posso sicuramente affermare che il romanzo ricorda molto la storia di Twilight e di conseguenza adatta ad un pubblico che predilige il genere di amore che colpisce come un fulmine, che impone l'assoluta fiducia e la mancanza relativa di logica contestuale. 

Dal titolo si capisce che il genere sia indirizzato verso la figura dell'angelo, trovo quindi innovativo la diversità con cui è stato caratterizzato questo essere sovrannaturale, anche se alcuni passaggi li avrei totalmente cambiati, proprio per evitare somiglianze con il romanzo della Meyer. 

La cosa che veramente mi ha colpito e alla quale non ho potuto non prestare attenzione, non che ci sia comunque modo di farlo, è il tipico amore senza logica, che lasciato vagare in tutte le sue sfumature, senza restrizioni, ti avviluppa come una sanguisuga. 

Scusate la terminologia poco divertente, ma dovete leggere il romanzo per capire appieno la mia non tanto celata allusione. 

Questa lettura mi ha riportata davvero con la memoria a tempi addietro, quando i sogni erano molto più reali e concreti, nonostante fossero invisibili e mentre le emozioni avevano la forza di un uragano, travolgevano e incalzavano a modo loro. 

Inoltre una sensazione di profonda intuizione mi ha pervasa in entrambe le descrizioni che hanno riguardato gli sguardi dei personaggi.  

Un gesto continuo che mi ha rivelato più di quanto avrebbero potuto fare le parole.

Nella scrittura bisogna mostrare, non limitarsi a raccontare, ma far immaginare.

Show, don't tell

Credo che la scrittura e di conseguenza le parole, siano l'arma più potente al mondo.

Un modo per esprimersi, ma non solo, per celare e nascondere parti di noi stessi.

Un gesto di una costanza irrefrenabile mi ha portato a pensare che l'autrice abbia voluto in qualche modo mascherare i suoi personaggi.

Nasconderli a noi, per paura di cosa?
Di un giudizio negativo? 

Questa lettura mi ha fatto riflettere anche su me stessa.

Alle volte è più semplice vedere gli errori altrui, piuttosto che i propri, ma guardarsi allo specchio e farsi un esame di coscienza non fa mai male, anzi. 

Un simile testo, identico al mio primo romanzo di quando avevo dodici anni, chiuso a chiave in un cassetto blindato, mi ha permesso di far emergere tutte le mancanze che accompagnano anche il mio stile narrativo.

Non è solo questione di avere l'idea geniale della storia, forse nemmeno che assomigli ad un'altra, ma se manca lo stile, l'ortografia, la grammatica, allora un testo non riesce davvero a comunicare niente e se non ha niente da dire, potrebbe dovrebbe essere letto?

Cerco sempre di trovare questo fantomatico messaggio, proprio per l'importanza che ho sempre sostenuto che abbia e questo romanzo vuole comunicare la forza dell'amore in tutte le sue forme.

L'amore come sentimento di amicizia e quindi la fiducia che ne va concessa.

L'amore come sentimento amoroso e che supera qualsiasi ostacolo.

Questa era l'esperienza che stavo cercando.

Mi spiego meglio:

Leggere questo romanzo, non solo con la mente di una lettrice, ma con quella di una scrittrice e quindi scomponendo il testo, cercando gli errori, che per magia sembrano saltarmi all'occhio molto più facilmente di prima, mi ha portato a trovare la perfezione che tanto desideravo.

Nei due anni in cui ho realizzato i miei romanzi ho fatto un errore madornale.

Ho lasciato che le mie storie mi deplorassero della mia obbiettività, le ho lasciate prendere il comando e ho permesso loro di tapparmi gli occhi.

Scriverò ancora, ma lo farò come se fossi un'estranea, perché ho appena capito che la perfezione che volevo non era intensa come dono di creatività, ma come sostanza indicata nel testo e mi è stato così naturale, che mi chiedo quale sia effettivamente la mia strada. 

Vorrei partire da quest'ultima frase per ricollegarmi a questa recensione.

Le descrizioni sono molto importanti, credo di averlo sempre ripetuto, che sono i dettagli a fare la differenza, quindi annotateli su un foglio per evitare di confondervi.

Tra tutte le cose che potevo guardare e tra quelle che ho notato e fatto presente, questa davvero mi ha aggredito con la forza di un camion a rimorchio.

I dettagli fanno la differenza. 

La fabula della storia ha un suo perché. Questi essere sovrannaturali hanno delle caratteristiche particolari, che si mischiano a creare una notevole combinazione.

L'intreccio, anche se deviato da eventi che potrebbero anche non essere citati,  esiste in maniera logica.

Ogni scena porta avanti la storia, verso un diramarsi di personaggi e scoperte.

Verso la fine della lettura tutti i presagi della storia prendono vita e ogni cosa viene spiegata e chiarita.

Alla fine l'attenzione di sposta su un altro dettaglio, invece che su quello che ci si aspettava, considerato dove la storia sembrava condurre.

Questo cambiamento improvviso e inaspettato, ha reso la storia interessante.

- Cosa ne pensate delle mie considerazioni? -

- Cosa ne pensate di questo romanzo? -

- Vi incuriosisce? - 

Sharon Vescio.









Commenti

  1. Ciao Jessica la descrizione di Sharon mi ha fatto immaginare che nella scrittura della tua storia si possano sentire i sentimenti, come se non ci sia solo una descrizione di essi, ma una sorta di alchimia di parole attraverso cui potersi immergere e sentire i sentimenti ed emozioni dei personaggi come dentro di sé. Questo mi ha incuriosito molto come il mondo degli angeli. Mi chiedevo se per l'ambientazione in scrittura ti sei ispirata al mondo della scuola, della tua scuola da cui hai tratto ispirazione. Ed anche perché gli angeli?ciao, Monica 🌙💛🙆💋

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    Risposte
    1. Ciao Moon! Scusa se rispondo solo ora ma ho avuto molto da fare quest oggi. Mi sono fermata solo in questo momento.
      Per risponderti, diciamo di ni, quando pensavo alla scuola come edificio si, mi ispirai molto alla struttura in cui andavo quando cominciai a scrivere questa storia perchè era un istituto che mi piaceva ed in cui per la prima volta andavo "volentieri", per quanto una sedicenne possa andare volentieri a scuola�� Per quanto riguarda gli angeli, beh, mi sono sempre piaciuti e perché non utilizzare qualcosa che mi attirava personalizzandoli come ho fatto con i miei personaggi��
      Ciao, Jessica��

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  2. Ciao Sharon volevo chiederti se puoi spiegarmi nuovamente quale tipo di cambiamento vuoi apportare alla tua scrittura ☺ mi ha colpito questo tuo processo interiore. Ciao, Monica

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Monica, è bello sentirti.
      Leggere questo romanzo mi ha permesso di riflettere a fondo anche sul mio stile di scrittura e sulle lacune che non riuscivo a scorgere.
      Non potevo farlo perché ci ero dentro, ma una volta uscita, ho potuto scorgere tutte le increspature che mi erano sfuggite.
      Tentai anni fa, come ho detto nell'articolo un simile progetto e di conseguenza, mi è sembrato di entrare in sintonia con l'autrice di questa storia e riuscire, ancora prima di leggere sulla carta, a capire come si sarebbero svolti gli eventi.
      Credo, inoltre, che sia importante riuscire a rileggere i propri scritti, con mente esterna e obbiettiva.
      Sto lavorando ad un nuovo progetto, una sfida personale e sto cercando di imprimere nella scrittura, tutto quello che ho imparato ed appreso ultimamente.
      Non so ancora quanto di diverso riuscirò a costruire, o se il mio stile cambierà davvero, ma so che ci voglio provare.
      Ho capito che voglio essere chiara e concisa, non soffermarmi su dettagli irrilevanti alla trama, che i personaggi devono avere qualcosa che li contraddistingua e che l'ambientazione non deve essere statica.
      Per ultimo, il messaggio che voglio comunicare, deve essere ben chiaro dall'inizio.
      Grazie Monica per aver espresso la domanda e per avermi dato la possibilità di spiegarmi in modo approfondito.
      Un abbracio.
      Sharon.

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  3. Grazie per la tua attenta e riflessiva recensione, la tua pazienza e la tua disponibilità❤ Faró tesoro delle tue parole per poter migliorare ��

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    Risposte
    1. Ciao Jessica.
      Ringrazio te, per avermi insegnato un'importante lezione e per avermi permesso di vivere quest'esperienza.
      Una bella avventura che abbiamo affrontato insieme.
      C'è sempre tempo per migliorarsi e chi lo sa, forse un giorno ne rideremo, ricordando questi momenti.
      Un abbraccio.
      Sharon.

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    2. Sicuramente si potrà parlare di molto altro e magari aiutarci a crescere insieme per quanto riguarda il mondo della scrittura, nulla è escluso����

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  4. Ciao Sharon, come al solito bella recensione. Mi è piaciuto molto il punto in cui parli anche di guardare i propri errori. In poche righe hai fatto riflettere anche me.
    Il romanzo sembra interessante, sopratutto questa curiosità delle descrizioni dei personaggi mi affascina, mi chiedevo se lasciare tutto all'immaginazione del lettore fosse stata una scelta voluta dell'autrice.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Vanessa.
      Come al solito è bello sentieri e grazie per aver preso parte alla discussione.
      Hai detto bene, leggere questo romanzo è stato un viaggio di riflessione interiore, molto profondo.
      Un'esperienza che mi ha comunicato più di quanto avrebbe potuto fare un romanzo " famoso ".
      Il miglior modo per migliorare, è comprendere i proprio errori; solo attraverso di esso, si può intraprendere un percorso di crescita personale.
      Per quanto riguarda il tuo quesito, lascio la parola all'autrice.
      Un abbraccio.
      Sharon.

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    2. Ciao Vanessa! Chiedo scusa per il ritardo nella risposta, oggi ho avuto molto da fare e non sono potuta stare dietro all'articolo ed al blog ma ora che finalmente mi sono fermata, posso rispondere��
      La scelta di dare poche descrizioni, piccoli dettagli dei personaggi, come ad esempio il colore degli occhi, i capelli e la carnagione dicendo solamente se gli zigomi sono delicati o meno o dando l'idea di piccolissime imperfezioni, è stata una scelta mirata. Fin dall'inizio, e come faccio in tutti i miei racconti, voglio che sia il lettore ad immaginare i personaggi perché, se per caso, esso possiede le caratteristiche del protagonista possa dire "Oh, ma potrei essere io".
      È una cosa che mi é sempre piaciuta fare quando leggo un libro e mi piace che i miei lettori facciano lo stesso��
      Ciao e grazie della domanda.
      Jessica

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