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Lidia M. Petrulli - Sotto le colline d'Irlanda -











Rubrica settimanale degli scrittori 


Innanzitutto, prima di presentarvi l'autrice che sarà ospite quest'oggi, vorrei rubare un attimo del vostro tempo, per ringraziare chi ha partecipato a questo progetto, nato con l'intento di segnalare quanti più autori possibili e per mettere in luce le opere di conseguenza. 
Credo molto in questa rubrica, visto la strada che da molto tempo ho deciso di intraprendere. 
Ci tengo a ringraziare anche tutte le persone che mi seguono, che leggono ciò che scrivo e che si premunisco di farmi sapere la loro opinione. 
Grazie.

Ora, vi presento Lidia M. Petrulli:

Se devo definirmi in qualche modo, preferisco pensare a me come a una viaggiatrice.

Mi piace moltissimo viaggiare e conoscere culture e paesi, sono una viaggiatrice solitaria, a meno di non andare in posti dove sia meglio viaggiare in gruppo, e quel che ho visto, sentito e provato durante i miei vagabondaggi, li utilizzo spesso nei miei romanzi.

Sono anche un medico, psichiatra e psicoterapeuta, come tale ho lavorato in Francia per diversi anni, e sono anche una scrittrice.

Ho iniziato seriamente verso la fine degli anni 90 e nel 2002 ho pubblicato il mio primo lavoro, un’antologia che è una rivisitazione della leggenda arturiana, essendo io un’appassionata di mitologia e storia celtica e medievale. 

L’avevo intitolato Viaggio ad Avalon, poi ripubblicato in self come Il Ritorno Del Bardo.

Ho scritto parecchio, un piccolo romanzo su una donna straordinaria, Fara E Il Suo cappello, un noir, La Realtà e Il Suo Enigma, una saga fra fantasy e fantascienza di tre volumi, Il Volto Segreto di Gaia, i primi due volumi di una saga per ragazzi, Emilie Sanslieu, e l’ultimo, che presento oggi, Sotto le Colline d’Irlanda.

Ho anche tre romanzi in attesa di trovare un editore, noir, gialli psicologici, per il momento ho abbandonato il fantastico, con uno di questi sono arrivata fra i finalisti del premio Kobo 2017 per inediti… ma non ho firmato il contratto.

Ho anche vinto due premi letterari con due antologie che, poiché sono tornata in possesso dei miei diritti d’autore, ho pubblicato unendoli in un solo volume, riprendendo il titolo originario La Bambina Che Voleva Essere Trasparente e Altri Racconti.

Trama - Sotto le colline d'Irlanda:

Passando al romanzo che presento oggi, Sotto Le colline d’Irlanda è un fantasy storico ambientato in Irlanda, nel corso degli ultimi 12 anni di vita di Brian Boru, primo re d’Irlanda, e gli eventi storici cui si fa riferimento nel corso della narrazione sono effettivamente accaduti. I personaggi sono invece di fantasia, fatta eccezione per la figura di Brian Boru.

Il racconto intreccia gli episodi storici con una leggenda esistente, secondo la quale i Tuatha De Dannan, uno dei primi popoli che abitarono l’Irlanda secondo i miti celtici, e che altro non sono che gli elfi, vivono a tutt'oggi sotto la collina dove un tempo sorgeva la città di Tara, in attesa che il tempo venga per palesarsi nuovamente.

Nel corso della lettura incontreremo vichinghi e danesi, draghi ed elfi, il solo effedir mai esistito e che è una mia invenzione, e gli indimenticabili paesaggi irlandesi.

Come nella maggior parte dei miei romanzi, ci sono molti personaggi. Mi piace caratterizzarli psicologicamente, adoro gli intrecci, mi piace che il lettore possa scegliere in un ventaglio di personaggi quello con cui identificarsi o quello da odiare.

Il volume ha anche dei bellissimi disegni, essendo stato illustrato da una cara amica, Federica Raffa, e questo lo impreziosisce parecchio. 

Il fantasy per me non è un genere minore della letteratura, il suo linguaggio è universale e si presta a parlare di tante cose. Si può apparentemente parlare del passato, come nel caso di Sotto Le Colline d’Irlanda, ma in realtà si tratta anche del presente, delle lotte che viviamo tutti i giorni.

E se oggi c’è una così ricca produzione fantasy sia nel mondo letterario che in quello del cinema, vuol dire che abbiamo bisogno di eroi.

Per finire, ringrazio Sharon per il suo blog e le sue belle iniziative, e auguro a tutti coloro che cominciano a cimentarsi nella scrittura tanta fortuna, perché il mondo editoriale è davvero difficile.

Fine presentazione!

Ringrazio Lidia per la partecipazione e per il modo introspettivo con cui si è presentata a noi. 

Ho letto un racconto di questa autrice e devo ammettere che mi è piaciuto moltissimo.

Incentrato su una tematica molto sensibile e poco discussa, che però, grazie alla bravura di Lidia, ha messo in mostra ciò che vale la pena di apprendere. 

Per quanto riguarda l'ultima affermazione, ebbene, non c'è niente di più vero.

Il mondo editoriale è un enigma, ma come tutti i giochi, basta capirne il meccanismo; siete d'accordo? 




Commenti

  1. Che bella presentazione, complimenti! E grazie a Sharon per averla proposta. Anni fa ero un'appassionata lettrice di romanzi storico-fantasy, soprattutto quelli di Marion Zimmer Bradley. Credo che siano un bellissimo genere. E' vero, abbiamo bisogno di eroi, di sognare, di evadere ogni tanto, quindi ben vengano queste storie capaci di portarci lontano e allo stesso tempo farci conoscere squarci del passato. Il l tuo "Sotto le colline d'Irlanda" poi mi incuriosisce in modo particolare per le illustrazioni, che senz'altro gli daranno un valore aggiunto.

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    1. Grazie, Maria Teresa, ho letto praticamente tutto quello che è stato tradotto in italiano di Marion Zimmer Bradley, e ora sto leggendo in francese quel che non avevo trovato tradotto. Per me, un buon fantasy non è un'evasione ma guardare la realtà col linguaggio dell'onirico: è una fonte di ispirazione di vita. questo è lo spirito che ho usato per scrivere "sotto le colline d'Irlanda". Penso che l'umanità dei personaggi possa dare molto al lettore... più che pensarlo io, mi è stato detto dai lettori. Non immaginavo che arrivassero a ringraziarmi per aver scritto il libro,è stato molto bello.

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  2. Ciao Lidia, che meraviglia le tue parole. Forse perché amo anche io il mondo della salute mentale, con le infinite sfaccettature e sfumature ed incredibile meraviglia che porta con sé l'essere umano e viaggiare. Ti ho immaginata medico facendo il tuo lavoro e viaggiare in contatto con l incanto di ciò che osservi e scopri -questo lo capisco bene-e l importanza per te di descrivere i tuoi personaggi,caratterizzarli perché il lettore possa identificarsi in quello che preferisce.Sono d'accordo sull'idea che il Fantasy non sia un genere minore perché simbolicamente permette di esplorare l animo umano ed accedere a tanti significati della vita. Amo tutto ciò che è fantasia ed amo tutto ciò che è magia e i misteri dell'Irlanda. C'è qualche messaggio particolare che hai voluto esprimere nei tuoi libri ed esperienza in particolare in questo?La tua esperienza di umanità che ti attraversa con la tua professione e viaggiare cosa porta nei tuoi libri?Ed in questo?Grazie per la tua esperienza che mi ha incantato ed arricchito ed incoraggiamento a non arrendermi ed andare avanti in questo mondo non semplice della scrittura e dell'editoria.
    Ciao,Monica

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    1. Grazie per la domanda, Monica. In questo romanzo volevo affrontare le tematiche dell'amicizia e dell'amore, della passione che ti permette di andare avanti nonostante le difficoltà, del pregiudizio che avvelena il nostro tempo, della mancanza di ideali che ci fa stagnare. Credo che sia questo lo scopo della letteratura, mostrare che ci sono altre vie, altri modi, che siamo noi gli artefici della storia.
      Sono temi che mi stanno a cuore, come il razzismo, il diverso, e le problematiche legate alla clonazione, tutti temi che ho affrontato nella trilogia "il volto segreto di Gaia". Ho fatto un discorso simile anche in una saga per giovani lettori: Emilie Sanslieu.

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  3. Ciao Sharon, come sempre grazie di quello che fai!
    Ciao Lidia, innanzitutto complimenti per la tua presentazione. Sono d'accordo con te "abbiamo costantemente bisogno di eroi" e la lista dei tuoi titoli mi ha affascinata, nonché il fatto che nel tuo romanzo parli dei Tuatha De Dannan, poiché è un popolo che ho ammirato molto fin dalla prima volta che ne ho sentito parlare.
    Nel tuo cammino personale quanto pensi che ti abbia influenzata il mondo della scrittura? Da come ho letto hai una vita piena, quanto tempo hai dedicato, e dedichi allo scrivere?

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    1. Ciao Giuseppina, e grazie per la domanda.
      La scrittura mi influenza molto, non posso negarlo, in positivo e in negativo, perché il mondo editoriale è difficile e i lettori pochi. Il tempo l'ho sempre trovato, anche perché per me scrivere è un piacere, non un lavoro, per cui ho sempre scritto quando ne avevo voglia. A parte gli anni trascorsi in Francia, lavorando come libero professionista, ho sempre potuto organizzarmi.
      Adesso è qualche mese che non scrivo ma, per esempio, fra luglio, agosto e settembre, ero tornata in Italia, faceva troppo caldo persino per andare al mare, in studio vado una volta a settimana, così ho scritto il mio primo romanzo direttamente in francese. Io sono così, quando mi piglia, non esiste nient'altro, poi, divago :-D

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