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34 guida: Correggere gli errori ortografici di un romanzo


Come scrivere un romanzo e comunicare un messaggio:
Trentaquattresimo capitolo
- Rileggere e correggere gli errori ortografici e grammaticali -


Mi rendo conto che in questi giorni sarà difficile per chi ha letto il vostro romanzo darvi un'opinione, ma purtroppo il tempo stringe e non posso fermarmi e così devo andare avanti con l'argomento di oggi che tratterà principalmente un lavoro che spetta a voi compiere, e che meglio lo fate e più avrete riscontri positivi.

Sto parlando della correzione ortografica e grammaticale del vostro romanzo, un lavoro, lo ammetto, che può portare alla pazzia, ogni volta che si rilegge una pagina ci si accorge di errori che in un primo momento non si erano notati.

Armatevi di una pazienza sconfinata, fatevi coraggio, io sto lavorando ancora alla correzione dei miei romanzi, fortunatamente sono a metà dell'ultima bozza, o almeno spero.

Rifugiatevi nel vostro posto tranquillo e leggete ad alta voce, ma non cercate la musica nelle parole, l'avete già fatto e non è il caso di rifarlo, ovviamente a patto che siate rimasti soddisfatti dal lavoro svolto e quindi concentratevi in questa impresa con meticolosità e scrupolosità.

Controllate parola per parola ed eventuali errori di battitura, succede continuamente a tutti e controllate anche gli errori grammaticali, se non siete sicuri di qualsiasi verbo munitevi di un vocabolario che possa aiutarvi in tale impresa e alla fine controllate la punteggiatura.

In teoria, per fare un lavoro fatto bene, bisognerebbe rileggere tre volte il romanzo, la prima per la battitura, la seconda per la grammatica e l'ultima per la punteggiatura, ma se siete in grado di farlo una volta sola e controllare tutto, beati voi.

Mi sono sentita dire spesso che perdevo tempo, che se avessi inviato il manoscritto a una casa editrice ed essa fosse stata disposta a investire sul mio talento, sarebbero stati gli editor dell'editoria a fare il lavoro "sporco".

Sinceramente non mi sono mai trovata d'accordo con quest'affermazione, è vero che prima di un eventuale pubblicazione il libro viene corretto e sistemato da esperti, ma con che coraggio mi dichiaro una scrittrice e invio un manoscritto con più errori di un tema scolastico?

Se volete fare una bella figura e una bella impressione, sempre che un editore legga davvero quello che gli proponete, siete voi gli artefici del vostro destino e con pazienza rileggete fino allo sfinimento il vostro romanzo, finché le parole non diventano un ammesso confuso di lettere e finché l'inchiostro non vi confonde le idee e allora, quando davvero siete sicuri e soddisfatti, potrete dire di aver finito il romanzo. 

Esercizio:

Cosa ne pensato della fase di rilettura?

Quanto è importante per voi controllare gli errori?

A presto, come sempre la vostra Sharon.

Commenti

  1. BUONGIORNO. Concordo con Sharon. Gli errori e i refusi sembrano proliferare a ogni rilettura. Non finiscono mai come recita la pubblicità di una certa carta igienica. Io ho riletto il mio romanzo enne volte e... enne volte ho trovato refusi. Che tedio. Ma non me la sono sentita di mandare in giro un lavoro sciatto.

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    Risposte
    1. Ciao Maria, buongiorno a te!
      Hai detto proprio bene, nemmeno io me la sono sentita di proporre i miei romanzi in bozza, senza prendere qualche accorgimento.
      Poi sicuramente ci saranno altri errori da sistemare, però almeno so che quello che potevo fare l'ho fatto.
      Eppure posso assicurarti che a volte mi capita di ricevere testi del tutto scorretti ortograficamente parlando e non solo!
      Credo che almeno le basi bisogna averle solide in questo campo, sopratutto se si vuole intraprendere questa carriera.
      A presto.
      Sharon

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  2. Ciao Sharon, bell'articolo!
    Condivido con te, beati quelli che riescono ad apportare le correzioni in una sola rilettura.
    Anche se mi torna in mente una frase che ho letto sul sito di una CE, proprio a tema: errori nei manoscritti.

    "Se non vi va di rileggere il vostro manoscritto, perché dovremmo farlo noi?"

    La trovo vera, perché rileggere uno scritto secondo me, non è solo correggere gli errori, ma è anche amare ciò che si è scritto. Se scoccia rileggerlo persino a colui che l'ha creato, non è detto che sia poi un bel lavoro, no?

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    Risposte
    1. Ciao Vanessa!
      Adesso che hai citato la frase mi ricordo anch'io di averla letta, non ricordo il nome della casa editrice, ma mi aveva dato molto da pensare.
      In effetti se un autore non è disposto a rileggere la sua stessa opera, non vedo perché debba farlo qualcun'altro e di conseguenza credo quindi ci sia qualcosa che non vada!
      Quindi sono perfettamente d'accordo con quello che hai detto!
      Grazie dell'intervento, alla prossima.
      Sharon

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  3. Figurati, commento volentieri. Le tue guide sono utili e ho iniziato a leggere le prime, magari miglioro nel gestire i personaggi e le emozioni . La casa editrice se non ricordo male era "Casa Sirio" :D

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    Risposte
    1. Mi fa davvero piacere che trovi la guida utile!
      Se gli articoli possono esserti di aiuto fammi sapere, sono curiosa!
      Forse hai ragione ed in effetti ricordo di essermi messa a ridere come una matta :D
      A presto;
      Sharon

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  4. Io, se devo essere sincera, dopo che ho finito la stesura di un romanzo, lo rileggo fino a dieci volte, prima di ritenermi soddisfatta del lavoro effettuato... dato che sono molto critica, che so cosa voglio leggere in un romanzo, come devono essere le storie, i sentimenti... alla fine, quando per me il romanzo è pronto, non faccio neppure l'editing. L'argomento è stato molto discusso ultimamente, in un altro gruppo, e io ho fatto valere le mie ragioni, perché per me sono un argomento di vanto. Ci metto tutta la mia passione nelle storie che scrivo e, anche se alla fine non saranno perfette, però sono molto belle e, soprattutto, sono totalmente farina del mio sacco!

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    Risposte
    1. Ciao Simona, benvenuta e grazie per l'intervento!
      Quindi non pensi che l'editing possa essere utile in un romanzo?
      Perché esiste quello di base, cioè correzione blanda di refusi, ortografia e sintassi e quello profondo, che può anche modificare e sistemare un testo, ma non deve per forza essere così.
      Dipende anche dal rapporto tra autore e editor.
      Ci si può anche mettere d'accordo in base ai proprio desideri.
      Anch'io non vorrei mai cambiare niente del mio romanzo, ovvio, ma a volte modificare non è sempre un male!
      A presto;
      Sharon

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