Passa ai contenuti principali

Pietro Tulipano - Il cavaliere nero -


Rubrica settimanale degli scrittori 

Buon mercoledì a tutti. 
Quest'oggi vi presento un altro autore della Dark Zone! 

Biografia autore 

- Pietro Tulipano - 


Mi fa sempre un certo effetto scrivere di me stesso. 

Quando mi chiedono di raccontarmi penso: “Caspita! Mi hanno chiesto un’autobiografia! Bisogna che dica qualcosa di interessante, qualcosa che stupisca, che catturi, che incuriosisca. Già, ma cosa? Alla fine, non sono poi così diverso da qualsiasi altra persona.”

Quello che posso dirvi, e che qualcuno già sa, è che in molti, su Facebook, mi conoscono come un oscuro e malevolo signore dei Sith.

Inutile dirlo, ne vado molto orgoglioso! Una reputazione di tutto rispetto, considerato il carisma di Lord Fener/Vader o comunque vogliate chiamarlo.

Ma volete sapere chi si nasconde dietro l’oscura maschera del cattivo più famoso del cinema?

Ve lo dirò. Un ragazzo oppresso da uno dei più impietosi mali che possano colpire un essere umano durante la sua giovinezza: le sessioni d’esame.

In effetti, credo che l’università abbia giocato un ruolo determinante nel mio passaggio al lato oscuro. Io sono lo studente che arriva sempre ultimo a lezione, quello che non trova mai un posto libero e finisce per sedersi per terra in un angolo, in posizioni degne di Gollum.

E così, arranco pian piano nella mia carriera accademica, tra lezioni, studio ed esami (Dio, quanto odio gli esami!).

Se siete arrivati fino a qui, siete davvero degli ossi duri, e a voi confesserò perché amo scrivere. Perché scrivere è dipingere con le parole ciò che, altrimenti, gli occhi non potrebbero vedere.

Che la Forza sia con voi!

Trama - Il cavaliere nero - 


Areth è il più grande eroe vivente e sembra riassumere in sé tutte le virtù umane.

Pochi conoscono il suo segreto: Areth non ricorda nulla del suo passato né delle sue origini. 

L’eroe vive ogni giorno sopportando il dolore di non conoscere la propria storia fino a quando non accade qualcosa che sconvolge la sua esistenza. 

Durante una missione, vede il ritratto del Cavaliere Nero: il guerriero più spietato e terribile che sia mai esistito.

Ricordandosi improvvisamente che proprio il Cavaliere Nero fu il suo più grande nemico e il responsabile della sua amnesia e di tutte le sue sofferenze, Areth inizia una lenta discesa verso una pazzia fatta di ossessione.

Inizia così un viaggio dalle conseguenze impensabili. 

La vendetta a cui ambisce l’eroe caduto si mescola al confronto tra il bene e il male, tra l’uomo e tutto ciò che lo opprime, tra l’ignoto e l’inestinguibile sete di conoscenza e di verità.

- NB: In merito alla modifica apportata alla rubrica ogni autorE dovrà spiegare a discrezione il perché ha creato il suo romanzo, o perché bisognerebbe leggerlo - 

L'autore ci spiega perché leggere il suo romanzo


Il Cavaliere Nero è un libro che potrei definire cattivo, nel senso che parla di tutte quelle cose che solitamente vengono indicate come qualcosa di sinistro, che appartengono al male.

Per dirne qualcuna, si parla di: vendetta, ossessione, odio. 

Emozioni forti, ma non immotivate e tra poco vi dirò perché.

Per prima cosa mi sento di dover chiarire che la trama si discosta molto da quelle più classiche del fantasy (alle quali ero rimasto più vicino col mio primo romanzo).

Qui non troverete prescelti né scontri che decideranno le sorti del mondo. 

No, la vicenda narrata è qualcosa di estremamente privato, che riguarda l’animo di un singolo e le sue sofferenze.

Il che si ricollega alle emozioni forti di cui parlavo prima.

È un testo che, attraverso alcuni mezzi e personaggi simbolici, racconta del rapporto dell’uomo con il male; un male esterno ma anche interno, emotivo, psicologico. 

Un male che lascia il segno su coloro con cui entra in contatto e che ci si porta dentro per sempre.

Così, c’è anche un senso di appartenenza tra il male e la sua vittima. 

E, nello scontrarsi con questi demoni, il protagonista non si limita ad odiarli ma anche a scoprirli, e scoprendo loro misurerà anche sé stesso.

Perché spesso, io credo, un uomo può appartenere profondamente al proprio dolore e, affrontandolo, arriva a conoscere a fondo se stesso.

Fine presentazione! 


- Cosa ne pensate di questa spiegazione? 

-Siete d'accordo sul fatto che solo affrontando il proprio dolore si arriva a conoscere se stessi?-

Calendario della rubrica 

Commenti

  1. Risposte
    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    2. Ciao! Grazie mille, spero davvero ti piaccia! :)

      Elimina
  2. Il dolore molto spesso ti porta a conoscere te stesso e i tuoi limiti, quindi si sono d'accordo così come sono convinta che tutto ciò che abbiamo passato ci porta ad essere quello che siamo. Proprio come la frase in copertina che (ameno a me) dice "comprami, leggimi, amami" peerchè noi siamo fatti di passato, anche quando non ce ne ricordiamo, richiamiamo sempre il nostro passato, incosciamente ci fa prendere le decisioni.
    Ho sbagliato ad interpretare? Per quanto oscuro sia noi siamo attimi di passato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai dato un'interpretazione perfetta. Il passato è essenziale per avere un'identità, a mio parere.
      Può darsi che io sia un po' di parte: non per niente studio storia.
      Ad ogni modo, nel mio libro il rapporto tra l'uomo e il suo passato è uno dei temi cardine. Infatti un sinonimo di "passato" è "vissuto", perché questo è quello che è: vita. È la strada che ci ha portato ad essere ciò che siamo.
      Mi vengono in mente le parole di Faulkner: "Il passato non è morto e sepolto. In verità, non è neppure passato."

      Elimina
  3. "scrivere è dipingere con le parole ciò che, altrimenti, gli occhi non potrebbero vedere." dice molto più di quanto possa sembrare. A volte non servono tanti colori per far capire cosa si vuole trasmettere, ne basta uno: il grigio. Sono riuscita a vedere bene di che colore si è dipinto tutto?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io sono un fan del grigio, visto in tal senso.
      Poche cose sono puramente buone o cattive, giuste o sbagliate. E anche quando lo sono, è facile che allo scontro tra bene e male, più che il prevalere di una parte, segua un prodotto ibrido figlio di entrambi.

      Elimina
  4. Devo dire che siamo in due gli studenti strani, ritardatari e che siedono in un angolo per terra a lezione, il fatto è che io lo facevo di proposito poer nascondermi dalle "so tutto io" e pur conoscendo anche io le stesse risposte loro me ne stavo nascosta pregando che non si accorgessero della mia presenza e proseguissero oltre, nonostante ciò sono arrivata ad essere esattamente la persona che voglio essere, quella che in ogni paziente che assiste ci mette il cuore e molto altro di sè mentre le "so tutto io, sono migliore" potevano metterci solo i 30 e lode che sventolavano al mondo. Credo che stare in disparte a lezione porti ad essere meglio di quanto pensino i docenti che insegnano all'università.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non posso che rispettarti infinitamente per il lavoro che fai e l'impegno che ci dedichi.
      Io, per parte mia, sto molto in disparte e tendo a socializzare poco perché questa è la mia indole.
      Non sono assolutamente un estroverso, anzi vivo da lupo solitario.

      Elimina
  5. Ti faccio la domanda che faccio a tutti gli autori di questa rubrica: ti senti uno scrittore?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Devo dire che sì, mi sento tale.
      Ma non lo vivo come un titolo blasonato da esibire per farmi bello, spesso non lo dico nemmeno alle nuove conoscenze che lo scoprono solo dopo un bel po' di tempo.
      Per me essere uno scrittore è qualcosa di estremamente intimo: è una ricerca profonda che si compie in autonomia lasciando fluire le parole.
      Chiunque sia alle prese con tale ricerca è, secondo me, uno scrittore.
      Essere bravi scrittori però, è tutto un altro paio di maniche. Io ci provo al mio meglio :D

      Elimina
  6. Se dovessi usare solo tre parole per descrivere iò tuo libro quali useresti?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cartaceo, digitale, economico! :D

      Dai, ecco la risposta seria:
      Esistenzialista, avventuroso, imprevedibile.

      Elimina
  7. Questo è molto diverso da I quattro regni ?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì parecchio. I Quattro Regni è un libro molto più classico, che ha i suoi colpi di scena ma si può intuire più facilmente dove vada a parare. È anche un libro più buono, dove i protagonisti hanno tratti positivi molto forti. In più, parla della realtà in modo diverso: mi sono ispirato a molti fatti storici del nostro passato che ho reinterpretato e indagato. L'aspetto psicologico dei personaggi è molto incentrato sulla crescita.
      Nel Cavaliere Nero, invece, i personaggi sono meno limpidi. Si parla di una lotta con un male che è sia esterno che interiore. Del confronto tra un uomo e il suo peggior nemico che ne rappresenta i demoni, demoni che possono riguardare chiunque: dolore, ossessione, sete di vendetta, odio, depressione, pazzia, morte.

      Elimina
  8. Risposte
    1. Molto.
      Anch'io, come il protagonista, combatto dei demoni. E credo che in fondo lo facciamo tutti, ognuno ha i suoi.
      Ma perfino con ciò che ci spaventa e ci fa soffrire, può capitarci di volerlo scoprire, capire, dominare.
      Anche la sete di conoscenza e verità è parte integrante del rapporto tra il protagonista del libro e il misterioso Cavaliere Nero.

      Elimina
  9. Hai un momento o una stanza in cui preferisci scrivere?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scrivo solo in camera mia. Da solo e in silenzio, ho bisogno di immergermi nel mio lavoro.
      Per quanto riguarda il momento: pomeriggio e sera. Quasi mai di mattina, ho altri impegni e, quando invece sono libero, sono troppo pigro :D

      Elimina
  10. La storia va sempre come l'avevi immaginata o i personaggi fanno un po' quello che piace di più a loro costringendoti a cambiare strada?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dipende, mi sono successe entrambe le cose.
      In questo caso specifico, ho deviato poco dalla struttura di base che avevo in mente per la trama.

      Elimina
  11. Ciao Pietro 😊 devo ammettere che mentre leggevo la descrizione del romanzo, ho visto qualche frammento di una storia che ho intenzione di scrivere anch'io, molto presto. Per rispondere ad una domanda: Si, quando una persona si confronta con il dolore, impara a conoscersi meglio, non ho alcun dubbio 🙏🏼
    Ehm, troppo divertente sapere che ti siedi in posizioni degne di Gollum 😂😉

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono pienamente d'accordo con te.

      P.S. "Il mio tesssoro!" 😃

      Elimina
  12. Sono la solita ritardataria ^^" ciao Sharon e Ciao Pietro:) devo dire che la trama e la sua spiegazione mi hanno incuriosita parecchio anche perché nel fantasy più classico questo conflitto interiore non viene minimamente citato se non in casi rari. Per quanto mi sembra di capire è il male stesso il vero protagonista di tutto il racconto, ma un male che ha le sue ragioni per essere tale. Sembra veramente interessante :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, il male è al centro della storia, assieme al rapporto/scontro tra lui e l'essere umano.
      Sono felice che ti abbia interessato! :)

      Elimina

Posta un commento

Se commenti per la prima volta, ti consiglio di:
1) accedere all'account con cui vuoi firmarti
2) ricaricare la pagina
3) solo allora inserire il commento.
Se vuoi rimanere aggiornato sulla conversazione via e-mail ti consiglio di mettere la spunta su "inviami notifiche".
Il tuo parere conta, ma non dimenticarti di esprimerlo!

Post popolari in questo blog

Marco Volpe - Kyls’ahr, Il figlio dei cieli -

Rubrica settimanale degli scrittori  La rubrica è puntuale come sempre, ma ci tengo a informarvi, che ad agosto si fermerà e non so quando riprenderà. Ho in mente altre idee e seguire tutti gli autori non è semplice, senza contare il fatto, che non tutti si comportano in modo corretto.  Biografia autore  - Marco Volpe -  Sono nato a Pinerolo, cittadina in provincia di Torino, nel 1984. Sin da piccolo ho coltivato due passioni: le costruzioni e il fantasy; inseguendole ho conseguito una laurea specialistica presso il Politecnico di Torino e, in parallelo, mi sono dedicato ai giochi di ruolo e alla stesura della saga High Fantasy innalzata al Kyls’Ahr, il “Figlio dei Cieli”. Continuo a scrivere e praticare la mia passione per la narrativa fantastica accanto alla carriera imprenditoriale intrapresa, che mi ha portato a fondare una società di progettazione di prodotti sportivi, attualmente ospitata presso l’Incubatore di Impr...

Sebastiano B. Brocchi - Le gesta di Nhalbar -

Rubrica settimanale degli scrittori  La rubrica sembra non fermarsi mai, e pensare che quando l'ho creata c'erano solo due persone disponibili per essere ospiti sul blog!  Quest'oggi vi presento Sebastiano e la sua opera.  Biografia autore  - Sebastiano B. Brocchi - Sono cresciuto a Collina d’Oro (Svizzera), e già questo deve aver influito in qualche modo sul mio amore per l’arte e la letteratura: per intenderci, parlo del paese che fece innamorare Hermann Hesse e George Harrison.  Ma mentre il disegno ha cominciato a scorrermi nelle vene fin da bambino (eredità materna?) la vocazione per la scrittura mi ha raggiunto più tardi, su banchi di liceo.  Parallelamente al desiderio di approfondire argomenti quali l’Alchimia interiore, la simbologia, la filosofia ermetica. In terza liceo ho deciso di lasciare la scuola per continuare il mio percorso da autodidatta.  Questo mi ha permesso da un lato di approfondire...

Luca Buggio - La città delle streghe -

Rubrica settimanale degli scrittori  Siete pronti per conoscere un nuovo autore e la sua storia?  Biografia autore  - Luca Buggio -  Luca  Buggio è nato a Torino, dove vive e lavora.  Laureato in Ingegneria, è anche scrittore, regista e attore teatrale.  Ha esordito nel 2009 con La danza delle Marionette.  Con La Città delle Streghe, primo romanzo per La Corte Editore, ci trasporta nella Torino del 1700, in un’atmosfera che sconfina tra il gotico e il thriller, facendocela vivere in tutta la sua magia. Trama - La città delle streghe -  Agli inizi del 1700 la politica spregiudicata di Vittorio Amedeo  II porta il Ducato di Savoia in guerra contro la Francia. Laura Chevalier, cresciuta vicino a Nizza, crede di essere al sicuro fuggendo a Torino, ma scopre che la capitale del Ducato non è una città come tutte le altre.  Ci sono cose di cui non si può parlare se non sotto la protezi...

Daniel Di Benedetto - Il senso della colpa -

Rubrica settimanale degli scrittori  Buon mercoledì e ben ritrovati con la rubrica settimanale. Quest'oggi vi presento un autore della casa editrice Dark Zone che pubblicherà il romanzo per il lancio al Salone del Libro di Torino 2018. Il romanzo sarà disponibile presso lo stand della Dark Zone.  Biografia autore - Daniel Di Benedetto:  Daniel Di Benedetto nasce a Torino il 21 ottobre del 1981 e tuttora, nonostante tutto, vive da quelle parti. Ha un pensiero fisso nella testa. Vedere sorridere le persone. Scrive su un blog da oltre dieci anni ( http://halfangel.iobloggo.com ), inoltre collabora periodicamente col sito internet www.nabikiblob.com dove si occupa dello spazio dedicato ai “cassetti della memoria”, dal quale è nato un vero e proprio “spin off”, un blog molto seguito e apprezzato ( http://cassettidellamemoria.wordpress.com ) e nel pochissimo tempo libero, oltre a cercare sempre l'ispirazione per provare a raccontare stori...