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Rudolf Steiner - L'iniziazione - Analisi -

Rudolf Steiner - L'iniziazione - Analisi - 

Per iniziare vorrei farvi un riepilogo di questo personaggio, affinché possiate capire l'argomento che tratteremo quest'oggi. 

Un'analisi blanda di un testo che mi ha dato molto su cui riflettere e che credo possa essere interessante sotto molti punti di vista.

Per esempio anche nel campo della scrittura. 

Rudolf Steiner era il fondatore della società Antroposofica - scienza spirituale - 

Nell'iniziazione, il libro che ho recentemente finito di leggere, troviamo un testo specifico e molto dettagliato.

La prefazione ci introduce lentamente in questo pensiero di processi interiori spirituali, perché lo studio sull'evoluzione dell’uomo per arrivare alla comprensione dei mondi soprasensibili non deve presentarsi al mondo in questo suo nuovo aspetto senza essere preceduto da alcune parole di introduzione.

Si deve partire dalla premessa, che per comprendere i singoli particolari non ci si deve servire soltanto di ciò che riguardo a ognuno di essi sta detto, ma anche di ciò che ci viene comunicato riguardo a cose affatto diverse. 

Si acquisterà così il concetto, che l’essenziale non risiede in una singola verità, ma nell'accordo di tutte le verità. 

Nel primo capitolo, dal titolo:

 "COME SI CONSEGUE LA CONOSCENZA DEl MONDI SUPERIORI? "


Veniamo a conoscenza che il cammino del discepolo dell’occultismo per il «sentiero della conoscenza» si compie in modo silenzioso e inosservato dal mondo esteriore e che vi è una massima fondamentale in ogni scienza occulta, che non è permesso di trasgredire, se si vuol raggiungere un qualche fine. 

Soltanto nella propria anima l’uomo può trovare i mezzi che gli schiudano la parola degli iniziati. 

Egli deve sviluppare in sé stesso fino a un determinato grado, certe facoltà; allora potranno essergli partecipati i tesori più elevati dello spirito. 

Un determinato atteggiamento fondamentale dell’anima deve servire d’inizio. 

L’occultista chiama questa disposizione fondamentale il sentiero della venerazione, della devozione, di fronte alla verità e alla conoscenza. Soltanto.

Ogni disciplina occulta deve imprimerla nel discepolo. Questa massima dice:

«Ogni disciplina occulta deve imprimerla nel discepolo. Questa massima dice: «Ogni conoscenza che tu cerchi al solo fine di arricchire il tuo sapere, di accumulare tesori, ti fa deviare dalla tua strada; ogni conoscenza però, che tu cerchi per maturarti sulla via della nobilitazione dell’uomo e dell’evoluzione del mondo, ti porta avanti di un passo». 

Questa legge esige inflessibilmente obbedienza; né si può essere discepolo dell’occultismo prima di averla adottata come norma di vita. 

Si può riassumere questa verità della disciplina occulta brevemente come segue: 

«Ogni idea, che non diventa per te un ideale, uccide una forza della tua anima; ogni idea invece che diventa un ideale, crea in te forze vitali». 

Il secondo capitolo dal titolo: 

" DELLA CALMA INTERIORE ".


La scienza dello spirito fornisce anche norme pratiche, per mezzo delle quali si può seguire quella via e sviluppare la vita interiore. 

Nelle prime pagine di questo libro è stato detto, che la catena che avvince tutti gli iniziati è spirituale, e che due leggi naturali formano le grappe che tengono uniti gli anelli di questa catena. 

Una delle prime di tali regole può essere espressa con le seguenti parole del nostro linguaggio: 

«Procurati momenti di calma interiore e in questi momenti impara a distinguere l’essenziale dal non essenziale». 

Ma quando si consegue la calma interiore propria di una visione generale, l’essenziale si scinde dal non essenziale. 

La calma e sicurezza reagiscono anche sull'intero essere umano; a mezzo di esse cresce l’uomo interiore, e con lui crescono quelle facoltà interiori che conducono alle condizioni superiori. 

Bisogna imparare ad amare ciò che affluisce dallo spirito.

Questa vita, che l’anima svolge in pensieri, e che sempre più si va allargando fino a diventar vita che si svolge nell'essenza spirituale, dalla gnosi e dalla scienza dello spirito è chiamata meditazione (riflessione contemplativa). 

Questa meditazione è il mezzo per arrivare alla conoscenza soprasensibile. 

Spesso si chiede: perché l’uomo non sa niente delle esperienze che si svolgono al di là della nascita e della morte? 

La domanda non va posta in quel modo, ma piuttosto in quest’altro: come si consegue tale conoscenza? 

La giusta meditazione ne apre la via; a mezzo di essa risorge il ricordo di esperienze che giacciono al di là della nascita e della morte. Ognuno può acquistarsi questo sapere; ognuno di noi possiede la capacità di conoscere e di vedere da sé ciò che viene insegnato dal vero misticismo, dalla scienza dello spirito, dall'antroposofia e dalla gnosi. 

Occorre però scegliere i mezzi adatti. 

Soltanto un essere munito di orecchi e di occhi può percepire suoni e colori, e anche l’occhio non può vedere se viene a mancare la luce, che rende le cose visibili. 

La scienza occulta dà i mezzi per sviluppare gli orecchi e gli occhi spirituali e per accendere la luce spirituale. 

L’insegnamento della disciplina spirituale può dirsi costituito da tre stadi: 

l) la preparazione, che sviluppa i sensi spirituali; 

2) l’illuminazione, che accende la luce spirituale; 

3) la iniziazione, che ci apre le relazioni con le entità superiori dello spirito.
Nel terzo capito, dal titolo: 

" I GRADINI DELL’INIZIAZIONE "


Viene spiegato quali sono e ve li elenco:

l) la preparazione, 

2) l’illuminazione, 

3) l’iniziazione. 

Non è assolutamente necessario che questi tre gradini si susseguano in modo che per iniziare il secondo si debba avere già completamente percorso il primo, e per il terzo, il secondo. 

Sotto certi riguardi si può partecipare all'illuminazione e perfino all'iniziazione, mentre per altri ci si può ancora trovare nello stadio della preparazione. 

Nondimeno, occorrerà trascorrere un certo tempo nella preparazione, prima che alcuna illuminazione possa presentarsi; e occorre per lo meno avere un certo grado d’illuminazione, prima di poter arrivare al principio dell’iniziazione. 

Ma nel descriverli dovremo, per semplicità, considerare i tre gradini successivamente.

Analizziamo adesso insieme questi tre passaggi:

La preparazione:

La preparazione consiste in un’educazione ben determinata della vita del sentimento e di quella del pensiero. Per mezzo di questa educazione il corpo dell’anima e quello dello spirito vengono dotati di strumenti sensori superiori e di organi superiori di attività, allo stesso modo come le forze della natura traggono dalla  materia vivente, informe, gli organi di cui provvedono il corpo fisico.

Una forma ben determinata di sentimenti si connette col crescere e col divenire, e un’altra parimente determinata con l’appassire e il decadere; ma perché ciò si verifichi, occorre che questi sentimenti vengano coltivati nel modo descritto.

Il mondo delle anime, il cosiddetto piano astrale, comincia ad albeggiare dinanzi dinnanzi alla persona che segue questa via.

Altra cosa importante è ciò che la scienza occulta chiama l’orientamento nei mondi superiori. Lo si consegue quando ci si compenetra completamente della conoscenza, che sentimenti e pensieri sono cose altrettanto reali, quanto le tavole e le sedie nel mondo fisico-sensibile. 

Nel mondo animico e in quello dei pensieri, sentimenti e pensieri agiscono reciprocamente gli uni sugli altri, come le cose sensibili in quello, fisico.

Il discepolo dell’occultismo deve inoltre dedicare una speciale cura al mondo dei suon ed Egli comincia a udire con l’anima.

Essa diventa capace di percepire comunicazioni dal.mondo spirituale, le quali non trovano espressione nei suoni esteriori percepibili per l’orecchio fisico. 


Si desta la percezione della «parola interiore».

L'illuminazione:

L’illuminazione deriva da processi molto semplici; anche per questa si tratta di sviluppare certi sentimenti e pensieri, che sono latenti in ogni uomo, e devono essere risvegliati.

Il primo passo consiste nell’osservare in un determinato modo vari esseri della natura, come, per esempio: una pietra trasparente di bella forma (un cristallo), una pianta e un animale. Occorre anzitutto cercare di concentrare nel seguente modo tutta la propria attenzione sopra il confronto fra la pietra e l’animale.

Da questi sentimenti, e dai pensieri che vi si ricollegano vengono formati gli organi della chiaroveggenza.

Finché l’uomo ha ,assimilato soltanto ciò che è stata chiamata la «preparazione», il mondo spirituale, con le sue linee e le sue figure, rimane oscuro; per mezzo dell’illuminazione diventa chiaro.

CONTROLLO DEI PENSIERI E DEI SENTIMENTI

Se avessi davanti a me un oggetto artificiale che imitasse quel granellino con tale perfezione, che i miei occhi non potessero distinguerlo da un seme vero, nessuna forza della terra e della luce varrebbe a trarne fuori una pianta. 

Chi comprende chiaramente questa idea, e la sperimenta interiormente potrà anche col giusto sentimento formare il seguente pensiero. 

Egli dirà a sé stesso: «Nel seme già riposa, nascostamente - come forza dell’intera pianta - ciò che più tardi crescerà da esso; nell'imitazione artificiale questa forza non c’è; nondimeno, per i miei occhi, quello e questa sembrano uguali. Il vero seme contiene dunque alcunché di invisibile, che non esiste nell'imitazione». 

Su questo invisibile occorre volgere il sentimento e i pensieri.

Ci si fermi su questo pensiero: «l’invisibile diventerà visibile». 

Se io non potessi pensare, non mi si potrebbe neppure palesare fin d’ora ciò che diventerà visibile soltanto più tardi. Si tenga particolarmente presente che ciò che così si pensa deve anche essere intensamente sentito. 

Nella calma, senza intromissione disturbatrice di altri pensieri, bisogna sperimentare in sé il pensiero sopra accennato; e ci si riservi il tempo necessario perché il pensiero, e il sentimento che ad esso si ricollega si possano imprimere, in certo qual modo, profondamente nell'anima. 

Appare così ciò che prima non si vedeva e che è stato creato dalla forza dei pensieri e dei sentimenti destati in noi. Ciò che prima era invisibile per i sensi, cioè la pianta, la quale diventerà visibile soltanto più tardi, si rivela a noi in modo spiritualmente visibile

La verità deve scaturire dalle profondità della mia anima; ma non il mio Io abituale deve essere il mago che evoca la verità bensì è agli esseri, di cui voglio vedere la realtà spirituale, che spetta di evocarla. 

Arrivati a questo passaggio c'è da tenere conto di questa massima: 

«Per ogni passo innanzi che fai nella conoscenza delle verità occulte, devi al tempo stesso fare tre passi verso il perfezionamento morale dei tuo carattere». 

Quando l’uomo possiede fino a un determinato grado le qualità sopra descritte, egli è maturo per conoscere i veri nomi delle cose, che sono la chiave del sapere superiore. Giacché consiste appunto nell'imparare a conoscere le cose del mondo con quei nomi che esse hanno nello spirito dei loro, artefici divini. Questi nomi contengono i segreti delle cose. Gli iniziati perciò parlano un linguaggio diverso dai non iniziati, e perché i primi conoscono i nomi per mezzo di cui gli esseri stessi sono stati creati. 

Si arriva così ad avere sviluppato l'occhio e l'orecchio spirituale.

L'iniziazione:

L’iniziando deve attraversare le cosiddette prove, e che vengono come naturale conseguenza della vita dell’anima, quando si praticano regolarmente gli esercizi descritti nei capitoli precedenti.

La prima «prova» per il discepolo consiste nell'acquisto di una percezione più vera, che non sia quella della media degli uomini, delle qualità corporee dei corpi inanimati, e poi delle piante, degli animali e dell’uomo.

Ma con ciò non si allude a quella che oggi vien chiamata conoscenza scientifica, perché non si tratta di scienza, ma di percezione.

La prima prova viene chiamata la «prova del fuoco». 

Lo scopo si è che il candidato acquisti, per mezzo della conoscenza dei mondi superiori, maggiore e più vera fiducia in sé stesso, coraggio superiore e ben altra grandezza d’anima e costanza che non sia generalmente possibile acquistare nel mondo inferiore

Se dopo esser passato per la prova del fuoco, il candidato vuoi proseguire la sua educazione occulta, gli verrà rivelato un determinato sistema di scrittura di quelli in uso nelle scuole occulte. In questi sistemi di scrittura sono rivelati i veri insegnamenti occulti, perché ciò che vi è di veramente «segreto» (occulto) nel le cose, non può essere espresso direttamente per mezzo delle parole del linguaggio abituale, né esposto per mezzo dei sistemi ordinari di scrittura.

La scrittura occulta si manifesta all'anima, quando questa ha conseguito la percezione spirituale, perché questa scrittura sta sempre scritta nel mondo spirituale. 

Quando il discepolo ha imparato la sopra descritta scrittura a segni, gli si presenta una nuova «prova». Questa dovrà dimostrare se egli sia in grado di muoversi liberamente e con sicurezza nel mondo superiore.

Questa prova è chiamata la «prova dell’acqua», perché nell'attività che si svolge in queste regioni superiori, viene a mancare all'uomo l’appoggio delle condizioni esteriori, così come manca l’appoggio, a chi si muove nell'acqua senza arrivare a toccare il fondo.

Il candidato deve essere assolutamente pronto all'immediata rinunzia a ogni pensiero, opinione e tendenza, quando il pensiero logico lo esiga. La sicurezza nei mondi superiori si può conseguire soltanto se si rinunzia a dar troppo peso alla propria opinione. 

La terza prova dal nome «prova dell’aria» dipende dall'iniziativa propria della persona.

Chi è pronto a intervenire di fronte all'improvvisa minaccia di una disgrazia, in cui un istante di esitazione potrebbe determinare una catastrofe, e chi ha acquisito come qualità permanente siffatta prontezza di decisione, ha conseguito inconsapevolmente la maturità per la terza «prova», perché questa tende appunto allo sviluppo dell’assoluta presenza di spirito. 

Se il discepolo ha superato questa prova, gli è per messo di penetrare nel «Tempio della conoscenza superiore». 

PUNTI DI VISTA PRATICI 

Se l’uomo coltiva l’educazione dei suoi sentimenti, pensieri e stati d’animo nel modo descritto nei capitoli sulla preparazione, l’illuminazione e l’iniziazione, egli effettua nella propria anima e nel proprio spirito una organizzazione simile a quella che la natura ha prodotta nel suo corpo fisico.

Prima di quella elaborazione, l’anima e lo spirito sono masse non organizzate; il chiaroveggente le percepisce come vortici nebulosi a spirale, che s’intersecano e si presentano per lo più con debole lucentezza rossiccia, bruno-rossiccia, o anche rossiccia giallastra; dopo quell'educazione cominciano a risplendere spiritualmente come a colori verde-giallognolo, o turchino-verdastro, e presentano una struttura regolare. L’uomo arriva a tale struttura regolare e, con essa, alla conoscenza superiore, se stabilisce nei suoi sentimenti, pensieri e stati d’animo un ordine analogo a quello che la natura ha stabilito nei suoi organi corporei, per mezzo dei quali egli può vedere, udire, digerire, parlare, ecc

Con sincerità interiore il candidato deve guardar in faccia i propri difetti, debolezze e mancanze. 

Nel momento in cui cerca di scusare davanti a sé stesso qualche sua debolezza, egli si pone un ostacolo sulla via che deve condurlo in alto; e può rimuovere tali ostacoli soltanto per inezzo della conoscenza di sé medesimo. Esiste una sola via per spogliarsi dei propri difetti e debolezze: quella di riconoscerli esattamente. 

Tutto è dormiente nell'anima umana e può essere destato. L’uomo può migliorare anche il suo intelletto e il suo criterio, se si rende conto con calma e serenità della causa della propria debolezza. Tale auto conoscenza naturalmente è difficile, perché la tentazione a illudersi sul proprio conto è straordinariamente grande. 

Chi si abitua alla verità verso sé stesso, si apre la porta alla visione superiore.

La mitezza e il silenzio, congiunti in vera pazienza, aprono l’anima al mondo delle anime, e lo spirito al mondo degli spiriti. 

LE CONDIZIONI NECESSARIE PER L’EDUCAZIONE OCCULTA

Le condizioni sono severe, ma non dure, poiché l’adempimento di esse non soltanto dovrebbe, ma deve assolutamente essere un atto di libera volontà. 

La prima condizione è di promuovere la salute del corpo e dello spirito.

Ciò che ora è stato detto già esprime la quarta condizione: la convinzione, cioè, che la vera entità dell’uomo non risiede nel suo essere esteriore, ma nel suo essere interiore.

Chi considera sé stesso soltanto, come un prodotto del mondo esteriore, come un risultato del mondo fisico, non può progredire nella disciplina occulta; il sentimento della propria essenza animico-spirituale è a base di tale disciplina. Chi riesce a sviluppare questo sentimento diventa capace di distinguere fra il dovere interiore e il risultato esteriore; impara a riconoscere che l’uno non può essere direttamente commisurato all'altro. 

Il discepolo dell’occultismo deve trovare la giusta via di mezzo, fra ciò che le condizioni esteriori gli impongono, e la condotta che egli ritiene di dover seguire.

Svilupperà in sé stesso ciò che la scienza occulta chiama la «bilancia spirituale». Sopra uno dei piatti della bilancia giace un «cuore aperto» alle necessità del mondo esteriore, sull'altro «fermezza interiore e incrollabile perseveranza». 

Queste qualità già si riferiscono alla quinta condizione: la costanza nell'esecuzione di una decisione presa. 

Le forme severe esteriori sono tenute in poco cento soltanto da coloro che non sanno che ciò che è interiore deve esprimersi nell'esteriore. È vero che è lo spirito che importa, e non la forma, ma come la forma è vacua senza lo spirito, così pure lo spirito rimarrebbe inerte se non si creasse una forma. 

Questa scienza appunto dà tali consigli; essa non impone a nessuna una verità, non proclama nessun dogma, ma indica una via. Chiunque, a dire il vero - forse però soltanto dopo molte incarnazioni - potrebbe trovare questa via da solo; ma ciò che si acquista con la disciplina occulta abbrevia il cammino. Per mezzo di essa l’uomo arriva più presto a un punto da cui può collaborare nei mondi in cui la salvezza e l’evoluzione degli uomini vengono aiutate dal lavoro spirituale. Questi sono i primi accenni che occorreva dare per il conseguimento della conoscenza dei mondi superiori. 

ALCUNI EFFETTI DELL’INIZIAZIONE

Una delle massime fondamentali della vera scienza occulta dice, che chiunque si dedica allo studio della medesima, lo faccia con piena consapevolezza; non deve imprendere a praticare niente di cui non conosca la portata. 

Ogni brancolare nel buio è, severamente proibito nella vera disciplina occulta. Chi non vuole compiere la sua istruzione con gli occhi aperti potrà diventare un medium; alla vera chiaroveggenza, nel senso della scienza occulta, non potrà arrivare.

In questo organismo gli istinti, i desideri, le passioni, le rappresentazioni, ecc., diventano spiritualmente visibili. Gli appetiti sensuali, per esempio, si palesano in esso come irradiazioni rossicce-scure di una determinata forma. Un pensiero puro, nobile, si esprime in un’irradiazione viola-rossiccia; il concetto preciso di un pensatore logico si presenta come una figura giallastra a contorni ben determinati, mentre il pensiero confuso di un cervello disordinato si manifesta come una figura con contorni incerti. 

Gli organi di cui ora verrà parlato, vengono percepiti spiritualmente nella vicinanza delle seguenti parti del corpo fisico: il primo, fra i due occhi; il secondo, vicino alla laringe; il terzo, nella regione del cuore; il quarto, vicino alla cosiddetta bocca dello stomaco; il quinto e il sesto risiedono nell'addome. Queste figure vengono dall'occultista chiamate «ruote» (chakrams), o anche «fiori di loto». 

Sono così denominate per la loro somiglianza con le ruote o i fiori; bisogna però rendersi chiaramente conto che tali espressioni sono altrettanto poco esatte quanto, per esempio, la denominazione di «ali», che si suole applicare alle due parti dei polmoni.

Come il fiore di loto a sedici petali viene sviluppato per mezzo di pensieri veri, significativi, così quello a dodici petali viene sviluppato per mezzo dell’interiore padronanza del corso, dei pensieri.
Occorre anzi tutto che il discepolo regoli il corso dei propri pensieri (il cosiddetto; dominio del pensiero). 

La seconda qualità che il discepolo deve sviluppare è quella d’introdurre nelle proprie azioni il medesimo ordine di giusta consecutività (controllo delle azioni). 

La terza qualità è, lo sviluppo della perseveranza. 

La quarta qualità è l’indulgenza (tolleranza) verso gli uomini, verso gli altri esseri, e anche di fronte ai fatti. 

La quinta qualità è l’obiettività di fronte ai fenomeni della vita.

La sesta qualità è l’acquisto di un certo equilibrio nella vita (imperturbabilità). 

Il discepolo deve sviluppare un’anima libera, che stia in equilibrio fra la materialità e la spiritualità; deve arrivare a potersi abbandonare alla vita dei suoi sensi perché questa è talmente purificata da aver perduto la forza di attirarlo in basso a sé.

Chi ha sviluppato il fiore di loto a sei petali entra in comunicazione con esseri appartenenti ai mondi superiori, ma soltanto quando la loro esistenza si palesa nel mondo delle anime. La disciplina occulta però non consiglia di sviluppare questo fiore ;di loto, se prima il discepolo non sia talmente progredito da poter elevare il suo spirito fino a un mondo ancora più alto. 

Questa penetrazione nel vero mondo dello spirito deve, cioè, sempre accompagnare la formazione dei fiori di loto, senza di che il discepolo potrebbe- cadere nella confusione e nell'incertezza, imparerebbe indubbiamente a vedere, ma gli mancherebbe la capacità di giudicare in modo giusto ciò che vede. 

Ora, le qualità necessarie per lo giusto sviluppo del fiore di loto a sei petali già ci offrono una certa garanzia contro, la confusione e l’instabilità; perché non sarà facile far cadere in tale confusione una persona che abbia conseguito un perfetto equilibrio fra senso (corpo), passione (anima), e idea (spirito). Neppure questa garanzia è però sufficiente quando lo sviluppo del fiore di loto a sei petali permette all'uomo di percepire degli esseri, dotati di vita e d’indipendenza, i quali appartengono a un mondo così radicalmente diverso da quelle dei suoi sensi fisici.

Per evitare questo pericolo, deve acquistarsi la capacità d’intendere la cosiddetta «parola interiore», e per riuscirvi occorre che sviluppi, non soltanto il corpo animico, ma anche il corpo eterico. Questo è quel corpo tenue che si palesa al chiaroveggente come una specie di doppio del corpo fisico; è, in certo qual modo, un gradino, intermedio fra corpo fisico e corpo animico.

Se il chiaroveggente esercita questa sua capacità sopra un uomo che, gli sta dinanzi, il suo occhio spirituale scorge tuttavia ancora il cosiddetto corpo eterico, oltre al corpo animico, il quale è più grande di tutti e due e da cui ambedue sono interpenetrati. Il corpo eterico ha approssimativamente la grandezza e la forma del corpo fisico, di modo che riempie a un dipresso il medesimo spazio di quello occupato, dal corpo fisico. È un organismo di estrema delicatezza e tenuità.

Il suo colore fondamentale è diverso dai sette colori contenuti nell'arcobaleno.

Ormai è, arrivato anche il momento di dare all'intiero sistema di correnti e di movimenti, come punto centrale, la regione del cuore, e ciò si verifica a sua volta col proseguimento dell’esercizio della concentrazione e della meditazione; allora si è anche raggiunto il gradino su cui l’uomo viene dotato della parola interiore. Tutte le cose acquistano ormai per l’uomo un nuovo significato; egli ne ode spiritualmente, in certo qual modo, l’intima essenza; esse gli parlano della loro vera natura. 

Le correnti sopra descritte lo mettono in rapporto con l’interiorità del mondo al quale egli appartiene. Egli comincia a partecipare alla vita dell’ambiente che lo attornia e può farla riverberare nel movimento dei suoi fiori di loto. Così l’uomo penetra nel mondo spirituale.

La scienza occulta parla di quattro qualità che l’uomo deve acquistarsi nella cosiddetta via delle prove, per potere ascendere alla conoscenza superiore. 

La prima di queste è la capacità di scindere nei pensieri il vero dalla parvenza, la verità dalla semplice opinione. 

La seconda qualità è la «valutazione» giusta del vero e del reale, rispetto alla parvenza. 

La terza capacità consiste nell'esercizio - già descritto nel capitolo precedente - delle sei qualità: controllo del pensiero, controllo dell’azione, perseveranza., pazienza, fede e imperturbabilità. 

La quarta è amore della libertà interiore.

Sono immagini spirituali, dunque, quelle che l’uomo incontra dapprincipio sul cammino verso il mondo superiore, perché la realtà che corrisponde a quelle immagini è difatti in lui stesso.

Ma dentro a questo mondo di immagini egli impara presto a conoscere qualcosa di nuovo; il suo Sé inferiore gli sia dinanzi soltanto come immagine riflessa da uno specchio; ma nel centro di questa immagine riflessa appare la vera realtà del Sé superiore. 

Dall’immagine della personalità inferiore risulta visibile la figura dell’Io spirituale, ed è soltanto da quest’ultimo che i fili si stendono verso altre realtà spirituali superiori.

Una vita conforme alla natura e alla ragione sta a base di ogni vera evoluzione spirituale.

Può ormai distinguere da sé ciò che in lui è perituro, da ciò che è permanente. Ciò significa che egli impara per visione diretta la dottrina dell’incorporazione (incarnazione) del Sé superiore in quello inferiore. 

Egli impara a conoscere la legge della sua vita, il karma; si avvede che il suo sé inferiore, che costituisce attualmente la sua esistenza, non è che una delle figure che il suo essere superiore può assumere, e scorge dinanzi a sé la possibilità di elaborare sé stesso per mezzo del suo Sé superiore, per diventare sempre più perfetto.

MODIFICAZIONI NELLA VITA DI SOGNO DEL DISCEPOLO 

Un segno che il discepolo dell’occultismo ha raggiunto il gradino di evoluzione descritto nel capitolo precedente, o che sta per raggiungerlo, consiste nella trasformazione che si verifica nella vita dei suoi sogni. Questi erano prima confusi e arbitrari, ora cominciano ,ad assumere un carattere regolare.

Insomma, la differenza fra la coscienza di sogno e lo stato di veglia tende sempre più a diminuire. 

Quando il discepolo ha acquistato questa capacità, sorge dinanzi ai suoi occhi spirituali alcunché del quadro che è stato descritto nel capitolo precedente. Egli può ormai percepire ciò che esiste nel mondo spirituale come causa di quello fisico, e può soprattutto riconoscere in quel mondo il proprio Sé superiore. 

Il suo prossimo compito ormai è di elevarsi e di penetrare, in certo qual modo, in questo Sé superiore, cioè di considerarlo realmente come la sua vera entità e di comportarsi pure in conseguenza. Egli si compenetra sempre più dell’idea e del vivo sentimento che il suo corpo fisico, e ciò (ho prima egli ha chiamato il suo «lo», non è che uno strumento dell’Io superiore.

In realtà l’««Io», che crea quest’organo di percezione, non dimora affatto nel corpo fisico umano, bensì, come è stato mostrato, al di fuori di esso. L’organo del cuore non è che il centro in cui l’uomo, dal di fuori, accende questo organo spirituale di luce.

L’uomo spiritualmente evoluto invece si sente come unito agli oggetti spirituali che percepisce, si sente come «dentro» i medesimi. Si aggira affettivamente nello spazio spirituale da un posto all'altro, e perciò nel linguaggio, della scienza occulta viene chiamato il «viandante». 

Formarsi una patria spirituale si dice, nel linguaggio della scienza occulta, «edificarsi una capanna».
L’ACQUISTO DELLA CONTINUITÀ DELLA COSCIENZA

La vita dell’uomo si svolge alternandosi fra tre stati: la veglia, il sonno popolato di sogni, e il sonno profondo senza sogni.

Si può dire veramente: il discepolo dell'occultismo apre i sensi della sua anima e vede le cose che devono rimanere nascoste ai sensi corporei.

Le esperienze che emergono dall'incoscienza diventano sempre più numerose e sempre più brevi i periodi che nella vita di sonno rimangono incoscienti. 

Allora, quando il corpo riposa, si vive nel sonno una vita altrettanto reale quanto quella del la veglia.
Questo importante gradino che consiste nella consapevolezza della vita nel sonno, si chiama, in scienza occulta, la continuità (la non interruzione) della coscienza.

LA SCISSIONE DELLA PERSONALITÀ DURANTE LA DISCIPLINA SPIRITUALE

Durante il sonno l’anima umana non accoglie comunicazioni per mezzo degli strumenti sensori fisici; le percezioni del mondo esteriore ordinario non affluiscono a lei durante quello stato. Essa, in realtà, sotto un determinato rapporto, sta al di fuori di quella parte della entità umana, del così detto corpo fisico, che durante la veglia trasmette le percezioni dei sensi e il pensiero. Essa è allora soltanto in rapporto con i corpi più tenui (corpo eterico e corpo astrale) che sfuggono, all'osservazione dei sensi fisici.

Effettivamente l’anima, durante il sonno, è in piena attività; ma l’uomo nulla può sapere di questa sua propria attività, finché non possegga organi spirituali di percezione, per mezzo dei quali, durante il sonno, possa osservare ciò che si svolge attorno a lui e ciò ch'egli stesso fa, così come può osservarlo nella vita diurna con i suoi sensi ordinari nel proprio ambiente fisico. La disciplina occulta consiste (come è stato mostrato nei capitoli precedenti) nello sviluppare gli strumenti spirituali sensori. 

Ma ciò che i sensi percepiscono non è che una parte del mondo; le entità che si esprimono nei fatti del mondo sensibile risiedono nello spirito; bisogna divenire compartecipi dello spirito, per poterne portare le rivelazioni nel mondo sensibile.

Ci possono essere delle trasformazioni.

Tali trasformazioni sono connesse con determinati processi di evoluzione delle tre forze fondamentali dell’anima, volere, sentire e pensare.

Nel corso dell’evoluzione superiore dell’uomo i fili che uniscono quelle tre forze fondamentali vengono interrotti. Da prima questa interruzione si verifica soltanto nell'organismo animico più sottile suddescritto; ma durante l’ulteriore ascesa questo distacco si estende anche al corpo fisico.
(Effettivamente con la evoluzione spirituale superiore il cervello dell’uomo, per esempio, si scinde in tre parti separate. La scissione è di genere tale che la vista sensibile ordinaria non può percepirla, né gli strumenti materiali più perfezionati valgono a dimostrarla; tuttavia essa si verifica, e il chiaroveggente ha mezzi per osservarla. Il cervello del chiaroveggente superiore si scinde in tre entità indipendentemente attive: il cervello pensante, il cervello senziente e il cervello volitivo). 

Gli organi del pensare, sentire e volere si trovano allora completamente liberi l’uno dall'altro e la loro unione non viene ormai più mantenuta da alcuna legge congenita, ma deve provvedervi la coscienza superiore che si è destata nell'uomo stesso. 

Queste sono le tre direzioni nelle quali il discepolo può traviare: il prepotere della volontà, la voluttà del sentimento, la fredda, spietata aspirazione alla sapienza.

IL GUARDIANO DELLA SOGLIA

Fra le esperienze più importanti che accompagnano l’ascesa ai mondi superiori, sono gli incontri con il «guardiano della soglia»; essenzialmente ve ne sono due, uno «piccolo», e un altro «grande». 

Il discepolo incontra il primo, quando i fili che uniscono volontà, pensiero e sentimento si cominciano a disciogliere nei corpi più sottili (corpo astrale e corpo eterico), come è stato descritto nel capitolo precedente. Il discepolo incontra il «grande guardiano, della soglia», quando il discioglimento dei legami si estende fin dentro alle parti fisiche del corpo (cioè, sopra tutto, al cervello). 

Il «piccolo guardiano della soglia» è un essere indipendente; non esiste per l’uomo, fino a quando questi non abbia raggiunto un adeguato gradino di evoluzione. Se ne possono indicare qui soltanto alcune fra le peculiarità più essenziali. Anzi tutto si cercherà di descrivere, in forma narrativa, l’incontro del discepolo col «guardiano della soglia». Soltanto per mezzo di questo incontro il discepolo si accorge, che pensare, sentire e volere si sono in lui disciolti dalla loro ingenita unione. 

Al discepolo si presenta un essere veramente orribile, spettrale, ed egli ha bisogno di tutta la presenza di spirito e di tutta quella fede nella sicurezza della via della conoscenza che si è acquistate durante il corso del suo discepolato nell'occultismo.

Il «guardiano» rivela il proprio significato a un dipresso con le seguenti parole: 

«Fino ad ora ti dominavano potenze che ti erano invisibili. 

«Esse operavano in modo che durante il corso delle tue vite passate ogni tua opera buona avesse la sua ricompensa e ogni tua cattiva azione avesse tristi conseguenze. 

«Per virtù della loro influenza il tuo carattere si è formato col frutto delle esperienze della tua vita e dei tuoi pensieri; queste potenze furono le cause del tuo destino. 

«Esse determinarono la misura di gioia e di dolore che ti veniva assegnata in ognuna delle tue incarnazioni, a seconda della tua condotta nelle incarnazioni precedenti, e ti dominavano sotto la forma della legge universale del karma. 

«Queste potenze abbandoneranno adesso una parte della loro direzione, e parte dei lavoro ch'esse hanno fatto su di te, devi ormai compierlo da solo. 

«Molle sventure ti hanno finora colpito, e non ne sapevi il perché; erano altrettante conseguenze di tue cattive azioni nel corso di qualche tua vita precedente. 

«Tu hai trovato felicità e gioia e le hai accolte; esse pure erano l’effetto di azioni passate. 

«Nel tuo carattere hai molti lati belli, molte macchie brutte; così degli uni come delle altre sei tu stesso la causa per via delle tue esperienze e dei tuoi pensieri passati; finora non conoscevi le cause, ti erano manifesti solo i loro effetti. 

«Ma le potenze karmiche vedevano tutte le azioni delle tue vite precedenti, i tuoi pensieri e sentimenti più reconditi, e a seconda di questi hanno determinato ciò che ora tu sei, e la tua vita presente. 

«Ora però devono esserti rivelati tutti gli aspetti buoni e cattivi delle tue vite passate. 

«Essi erano fino ad ora intessuti nella tua stessa entità, erano in te, e tuttavia non li potevi vedere, come fisicamente non puoi vedere il tuo proprio cervello 

«Ora però si liberano da te, escono dalla tua personalità; assumono una forma indipendente che tu puoi vedere, così come vedi le pietre e le piante del mondo esteriore. «E sono io stesso l’entità che si è formata un corpo con le tue azioni nobili e con quelle cattive. 

«La mia figura spettrale è tratta dal libro del dare e avere della tua propria vita; mi hai portato invisibile in te fino ad ora, ma era per il tuo bene che così fosse; poiché la saggezza del destino che ti rimaneva nascosto ha lavorato fino ad ora in te all'estinzione delle macchie brutte della mia figura.

«Ora, poiché sono uscito fuori di te, anche questa saggezza nascosta ti ha abbandonato; essa, d’ora innanzi, non si occuperà più di te, e affiderà il lavoro alle tue proprie mani. «lo devo diventare un’entità perfetta e splendida, se mi voglio salvare dalla distruzione, ma se quest’ultima mi cogliesse, trascinerei meco anche te in un mondo oscuro e guasto. «Per evitare tale iattura, occorre che la tua propria saggezza diventi ormai tanto grande, da essere in grado di assumersi il compito di quella saggezza che ti era nascosta e che ti ha abbandonato.

«Quando tu avrai varcato la mia soglia, io, come figura visibile, non mi staccherò più per un solo istante dal tuo fianco. «E se da ora in poi opererai o penserai cose cattive, vedrai subito questa tua colpa riflettersi in un contorcimento orribile e demoniaco della mia figura. 

«Soltanto quando avrai compensato tutti i tuoi passati errori, e ti sarai purificato in modo che ti sia impossibile commettere altri peccati, allora soltanto il mio essere si trasformerà in bellezza risplendente, e per il bene della tua ulteriore attività, potrò unirmi di nuovo con te in un unico essere. 

«La mia soglia però è costruita di tutti quei sentimenti di paura che sono ancora in te, del tuo timore della forza che ti occorre per assumere la completa responsabilità delle tue azioni e dei tuoi pensieri. 

«Finché ti manca il coraggio di prendere da te la direzione della tua sorte, la costruzione di questa soglia non è completa, qualcosa ancora le manca; e finché la costruzione difetta sia pure di un sol mattone, tu sarai condannato a rimanere relegato fuori di questa soglia o a inciampare all'atto di volerla varcare. 

«Non tentare dunque di varcarla, prima di esserti completamente liberato dalla paura e di sentirti pronto ad assumere la più alta responsabilità. «Fino ad ora uscivo dalla tua personalità soltanto quando la morte ti richiamava dal corso di una vita terrena; ma anche allora la mia figura rimaneva per te velata. 

«Potevano vedermi soltanto le potenze del destino che ti dirigevano, e, a seconda del mio aspetto, nelle pause intermedie fra la morte e una nuova nascita, potevano elaborare in te forza e capacità affinché in una nuova vita terrena tu potessi lavorare all'abbellimento della mia figura per il bene della tua evoluzione. 

«Ed ero io stesso che, per la mia imperfezione, costringevo le potenze del destino a ricondurti sempre in nuove incarnazioni sulla terra. 

«Quando tu morivi, io rimanevo; e per causa mia i dirigenti del karma determinavano la tua rinascita.

«Solo col trasformarsi attraverso sempre nuove vite, portandomi in questo modo inconsapevolmente a perfezione, ti saresti liberato dalle potenze della morte, e, unendoti completamente a me, saresti passato all'immortalità. «Eccomi oggi visibile dinanzi a te, così come invisibile ti sono stato sempre vicino nell'ora della morte. 

«Quando avrai varcato la mia soglia, penetrerai nei regni in cui prima penetravi soltanto dopo la morte fisica. 

«Tu penetri in essi con piena coscienza, e, da ora in poi, mentre ti aggiri esteriormente visibile sulla terra, tu ti aggirerai contemporaneamente nel regno della morte, che però è il regno della vita eterna. «lo sono realmente anche l’angelo della morte, ma sono al tempo stesso il portatore di una vita superiore imperitura. 

«Pur vivendo il tuo corpo, morirai per mezzo mio in esso, per sperimentare la rinascita nell'esistenza imperitura. 

«Nel regno in cui ormai tu penetri, conoscerai esseri soprasensibili, e godrai della beatitudine 

«Ma la prima conoscenza che farai in questo nuovo mondo devo essere io stesso; io, che sono la tua creatura. 

«Prima vivevo della tua propria vita; ma ora per mezzo tuo mi sono destato a un’esistenza mia propria, e ti sto dinanzi come giudice visibile delle tue azioni avvenire, forse anche come tuo costante rimprovero. 

«Tu hai potuto crearmi; ma hai assunto al tempo stesso il dovere di trasformarmi». 

Dopo che il «guardiano della soglia» ha espresso le sue prime richieste, si scatena, dal posto dove egli si trova, un vento vorticoso, che spegne tutte le luci spirituali che finora hanno illuminato al discepolo il cammino della vita, e una oscurità completa si stende dinanzi a lui. Essa viene interrotta soltanto dal chiarore che irradia dal «guardiano della soglia» stesso. 

E dall'oscurità risuonano i suoi moniti ulteriori: 

«Non varcare la mia soglia, se prima non sei sicuro di potere tu stesso illuminare l’oscurità che ti sta dinanzi; non muovere un sol passo innanzi, prima di avere acquistato la certezza di avere olio sufficiente per la tua lampada, poiché quelle delle guide, che finora ti hanno illuminato, ti verranno a mancare nell'avvenire». 

Dopo queste parole, il discepolo, deve voltarsi a guardare dietro a sé; il «guardiano della soglia» ritira allora la cortina che fino a quel momento aveva nascosto profondi segreti della vita. Gli spiriti della stirpe, del popolo e della razza si rivelano al discepolo nella loro piena attività; egli vede chiaramente come finora sia stato da essi guidato, e si rende contemporaneamente conto che, da ora in poi, non avrà più tale direzione. Questo è un secondo avvertimento che, dinanzi alla soglia, l’uomo riceve dal «guardiano» di essa.

VITA E MORTE  - IL GRANDE GUARDIANO DELLA SOGLIA

È stato mostrato quanto sia importante per l’uomo l’incontro con il così detto «piccolo guardiano della soglia», perché in esso, scorge un essere soprasensibile che egli stesso, in certo qual modo, ha prodotto. Il corpo di questo essere è costituito dalle conseguenze, per lui finora invisibili, delle sue azioni, sentimenti e pensieri. Ma queste forze invisibili sono -divenute le cause del suo destino e del suo carattere. E l’uomo si rende ora conto, come nel passato egli stesso abbia posto le basi del suo presente, e in tal modo gli si rivela fino a un certo grado la sua propria natura. 

Quando il discepolo è penetrato nel mondo soprasensibile, la vita acquista per lui un significato completamente nuovo; egli vede nel mondo sensibile il campo in cui germogliano i semi per un mondo superiore; e, in un certo senso, questo mondo «superiore» gli sembrerà incompleto senza quello «inferiore». Gli si aprono due prospettive: una nel passato, l’altra sull'avvenire. 

La trasformazione delle cose procede lentamente; le parti morenti del vecchio mondo sono ancora attaccate ai nuovi germi di vita ch'esse stesse hanno prodotto. Questo fatto si esprime chiaramente nell'uomo; egli porta seco, come involucro, ciò che si è conservato di quell'antico mondo; e dentro questo involucro si forma il germe di quell'essere che vivrà nell'avvenire.

Così il primo «guardiano della soglia» rappresenta l'immagine dell'uomo nella sua duplice natura, commista di perituro e imperituro; e nel «guardiano» si palesa chiaramente ciò che ancora difetta all'uomo prima di poter raggiungere la sublime figura di luce che potrà di nuovo dimorare nel puro mondo spirituale.

Dopo, che l’uomo ha riconosciuto ciò di cui si deve liberare, gli si presenta sul cammino una sublime figura di luce, della quale le parole del nostro linguaggio sono insufficienti a descrivere la bellezza. Questo incontro avviene quando gli organi del pensare, sentire e volere si sono, anche per il corpo fisico, a tale punto sciolti gli uni dagli altri, che la dei loro reciproci rapporti non è più da essi stessi determinata, ma si effettua per virtù della coscienza superiore, che si è ormai completamente separata dalle condizioni fisiche. 

Gli organi del pensare, sentire e volere sono allora diventati strumenti in potere dell’anima umana, che dalle regioni soprasensibili esercita il suo dominio su di essi. A questa anima, che si è liberata così da tutti i legami sensibili, si presenta ormai il secondo «guardiano della soglia», e parla a un dipresso nel modo seguente: «Tu ti sei liberata dal mondo dei sensi. 

«Ti sei acquistata il diritto di dimora nel mondo soprasensibile; da questo puoi ormai esercitare la tua azione. «La corporeità fisica, nella sua forma attuale, non ti è più necessaria per te medesima; perché se tu desiderassi soltanto acquistarti la capacità di dimorare in questo mondo soprasensibile, non avresti più bisogno di ritornare in quello sensibile. 

«Ma guardami; vedi quanto infinitamente superiore io sono a ciò a cui hai potuto evolvere te stessa. «Sei arrivata al gradino attuale del tuo perfezionamento per mezzo delle capacità che hai potuto sviluppare nel mondo dei sensi, mentre ancora ti trovavi confinata in essa. 

«Ormai, però, dovrà cominciare per te un periodo in cui le tue forze liberate dovranno ulteriormente lavorare su questo mondo dei sensi. «Fino ad ora non hai liberato che te stessa; ora, da libera, puoi lavorare alla liberazione di tutti i tuoi compagni nel mondo sensibile.

«Fino ad oggi i tuoi sforzi sono stati soltanto individuali, ma ora devi inserirti nel tutto, in modo da portare nel mondo soprasensibile  non soltanto te stessa, ma anche tutto ciò che esiste in quello sensibile. «Potrai una volta unirti alla mia figura, ma io non posso essere felice finché vi siano ancora degli infelici! «Individualmente liberata, vorresti fin da oggi penetrare per sempre nel regno del soprasensibile; allora però dovresti abbassare lo sguardo sugli esseri irredenti del mondo dei sensi, e avresti separato il tuo destino dal loro. «Invece voi siete tutti vincolati fra voi; tutti doveste discendere nel mondo dei sensi per attingerne le forze per un mondo superiore. 

«Se tu ti distaccassi dagli altri, faresti cattivo uso delle forze che hai potuto sviluppare soltanto in comune con loro. «Se essi non fossero discesi nemmeno tu avresti potuto discendere; senza di loro, ti sarebbero mancate le forze per la tua esistenza soprasensibile. 

«Devi spartire con loro le forze che insieme con loro hai acquistate. «Io ti inibirò perciò l’entrata nelle regioni superiori del mondo soprasensibile, finché non avrai impiegato, per la liberazione dei tuoi simili, tutte le forze da te acquistate. 

«Con ciò che già hai conseguito, puoi trattenerti nelle regioni inferiori del mondo soprasensibile; ma davanti alla porta delle regioni superiori, sto io, «come il Cherubino con la spada di fuoco davanti al Paradiso», a impedirtene l’entrata finché ti rimarranno forze non impiegate nel mondo sensibile. «E se non le vuoi impiegare, verranno altri che le impiegheranno,; allora un mondo soprasensibile sublime raccoglierà tutti i frutti di quello sensibile; a te però verrà sottratto il terreno sul quale hai potuto crescere. 

«Il mondo purificato si svilupperà ulteriormente al di fuori di te, e tu ne rimarrai esclusa. 

«Così la tua via sarà quella nera; coloro invece che hai abbandonati seguono la via bianca». Il «grande guardiano» della soglia si annunzia a questo modo, poco tempo dopo avvenuto l’incontro col primo «guardiano». 

Per concludere ciò ch’egli vede nel suo, «corpo animico» o «corpo eterico» come sua figura soprasensibile, fa sì che nel soprasensibile egli si trovi cosciente di sé stesso, allo stesso modo come, per mezzo della percezione del suo corpo sensibile,.egli si trova cosciente di sé stesso nel mondo sensibile. 

Nota dell'autrice:

- So che per essere arrivati fino a qui vi siete dovuti leggere un testo lunghissimo, ma era l'unico modo per spiegare la conoscenza di questo libro e autore e di quello che può essere trasmesso. 

Al fine di comprendere l'argomento, sarei lieta di scoprire la vostra opinione in merito. 

Sharon Vescio. 

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