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Recensione - Vortici d'orrore e fantasia - di Vanessa Sata


Recensione - Vortici d'orrore e fantasia - di Vanessa Sata 


Titolo: Vortici d’orrore e fantasia
Formato: E-book
Pagine: 89
Genere: Horror e fantasy
Pubblicato su Amazon
Autrice: Giuseppina Vanessa Sata 



Trama - Vortici d'orrore e fantasia - 



Questa raccolta contiene dieci racconti dell’autrice, che si alternano dall'horror al fantastico.

Ciò che lega i racconti presenti in questo volume è di trasmettere a colui che legge queste storie la voglia di esprimere un sentimento sull'animo umano, come l’amore, la paura e i vari sentimenti che pervadono ognuno di noi.

Due dei racconti non rientrano nei generi sopra citati ma vogliono richiamare alcuni dei temi che stanno a cuore all'autrice, e sono stati volutamente inclusi nella raccolta con la speranza che il lettore riesca a trovare un  nesso, un collegamento plausibile, che li accomuna agli altri racconti.

La fantasia e l'orrore dominano da sempre il potere delle parole.

Spaventose creature e guerrieri dalle grandi doti. Creature mitologiche e paure, talvolta troppo reali. Vita, morte, rancori e ricordi.

Dieci racconti che racchiudono la forza delle parole, necessaria per narrare queste storie ai lettori che vogliono lanciarsi in questi: "Vortici d'orrore e fantasia".


Biografia autrice - Giuseppina Vanessa Sata - 



L’autrice Giuseppina Vanessa Sata è nata nel gennaio del 1987 a Erice. 
Vive a Marsala in provincia di Trapani.

Ha una passione per il medioevo e i romanzi dell’orrore ma non intende soffermarsi solo a questi generi perché predilige scrivere storie e racconti che la fanno stare bene, indipendentemente dai suoi generi e stili preferiti.

Sogna sin dall'infanzia di affermarsi come scrittrice ma, soltanto intorno al 2016, ha iniziato a concretizzare i suoi obiettivi per riuscire ad affermarsi nel campo della scrittura. 

Da allora ha iniziato a partecipare ad vari concorsi, guadagnando già qualche discreto risultato.
I suoi scrittori preferiti sono: Stephen King, Tolkien e Ildefonso Falcones.

Mia recensione


Anche in questo caso andrò a recensire una raccolta di racconti horror e poiché la volta precedente vi avevo già spiegato la differenza tra lo scrivere un romanzo e un racconto, non starò di nuovo ad annoiarvi, ma posso comunque dirvi, che analizzerò, oltre allo stile, la caratterizzazione dei vari personaggi, il genere e la sua differenza nella storia, la trama di ogni racconto e il suo intreccio.

Per finire cercherò anche di afferrare il filo conduttore di tutti e dieci questi racconti e il messaggio che si trova tra le righe.

Prima di analizzare racconto per racconto, vorrei farvi un riassunto generale.
Ho trovato la narrazione scorrevole, anche se a volte rallentata dell'inserimento del discorso diretto, ma in linea di massima, una buona fantasia e altrettanto una buona scrittura.

Sicuramente questa racconta, è adatta a chi predilige questo genere, altrimenti non credo possa essere letta benevolmente.

Il filo conduttore sembra essere la fantasia racchiusa in ogni storia e il messaggio che si percepisce, vuole comunicare, che la mente deve essere lasciata libera di sognare.

Che l'amore può vincere su tutto e che la paura, forse, esiste solo nella nostra testa.

Primo racconto dal titolo: Trasformazione.

In questo primo racconto troviamo una storia narrata in prima persona, con una trama chiara, ma senza intreccio.
Non ci sono scene che ribaltino l'attenzione del lettore.

La storia inizia in medias res, cioè nel vivo degli eventi.
Lo stile è incentrato sull'horror e il macabro, mentre le descrizioni, essendo in prima persona, vengono revisionate in base alla caratterizzazione del personaggio.

Ho trovato un alcuni aggettivi ridondanti, che hanno rallentato la lettura, ma niente che possa aver rovinato il testo in se stesso.

Il personaggio rimane superficiale alla storia stessa, nel senso, che sembra essere stato creato senza la giusta dose di profondità.

Il secondo racconto si intitola: La strada della vita.

Questo secondo racconto non è incentrato sullo stile horror, al contrario, una storia di riflessione interiore, che comunque ha una buona fabula e un intreccio finale.

La storia inizia con la presentazione ordinaria di persone e situazioni.
La protagonista risultata avere più spessore al fine di una buona narrazione e lo stile è più scorrevole; non ha intoppi nella lettura.


Il terzo racconto si intitola: La gatta e il volvista.

Questo racconto è diviso in tre parti differenti, che collegate tra loro, spiegano la trama e l'intreccio della storia.

La storia quindi si presente a ritmo lento, cioè in modo da trasportare il lettore passo passo spiegando gli avvenimenti che conducono la storia al punto in cui vuole arrivare.

I personaggi sono poco caratterizzati e lo stile horror non emerge quanto dovrebbe, ma in compenso troviamo il genere fantastico, che accompagna tutto il racconto.

Trovo che la componente romance sia più decisiva e chiara.

Il quarto racconto si intitola: L'ultimo dei Thuadred.

Questo racconto ci porta indietro nel tempo con genere fantastico ed horror.
La storia inizia nel vivo degli eventi e ci presenta subito la sua ambientazione.

I personaggi sono ben caratterizzati e si muovono all'interno della storia, senza essere marginali comparse.

La fabula e l'intreccio sono stati pensati e spiegati in modo coerente.
Lo stile risulta sempre un po' incesposo, forse per l'inserimento di troppi aggettivi.

Il quinto racconto si intitola: Henrik lo schiavo.

Un racconto con un bellissimo messaggio da comunicare.

Una storia che non ha come genere il tema fantastico o l'horror, ma una narrativa di crescita personale e che si presenta a rilento, con la spiegazione dei fatti che conducono poi all'evolversi finale.

I due personaggi risultato messi in luce nella storia e la loro caratterizzazione ruota attorno all'unico intreccio esistente.

Il sesto racconto si intitola: Il cavaliere e lo spettro nella tormenta.

Una racconto surreale, che accompagna in lettore in una storia ben costruita e che inizia in medias res.

La trama ha un suo perché, ma l'intreccio non esiste, anche se al fine della storia, non è molto rilevante.

I personaggi vengono caratterizzati in base all'ambientazione e al loro obbiettivo.

Il settimo racconto si intitola: Ritorno a Gadet.

In questo racconto troviamo molto il genere horror e la storia inizia subito in medias res, cioè nel vivo degli eventi.

Trama e fabula sono ben costruiti e l'intreccio finale, lo svolgimento della storia, risulta coerente con il resto del testo.

I personaggi si muovono in simbiosi con la storia.

L'ottavo racconto si intitola: Storia di due viandanti.

Un racconto che ti catapulta subito nel vivo degli eventi, con due personaggi che si muovono in un'ambientazione coerente con la storia stessa.

La fabula e la trama sono costruite con attenzione e ho trovato un intreccio particolare, in una sola scena, che poi avanza nella sua conclusione finale.

Il genere horror e fantastico accompagnano il lettore, in una lettura scorrevole e piacevole.

Il nono racconto si intitola: La carovana dei maghi.

Devo ammettere che questo è il racconto che più mi è piaciuto.

La struttura della trama e quindi della fabula, ruotano attorno ad un intreccio creato su misura.

Una storia che parte in medias res e che si conclude con un intrigante scena.

I personaggi sono ben caratterizzati e si muovono nella storia in sincronia.

Il discorso diretto, in questo caso, accelera la narrazione e ne porta avanti la storia.

Il decimo racconto si intitola: L’incubo onirico.

Al pari del racconto precedente, il tema fantastico e horror, mi ha molto colpita e la storia inizia dalla fine, cioè raccontando cosa è accaduto e spiegando il perché di determinate scene.

Un'interessante trama e un ancor più intrigante intreccio.

Personaggi davvero ben costruiti con delle particolarità che li contraddistinguono.
Uno stile, come sempre, scorrevole.

- Voi cosa ne pensate? - 

- Siete d'accordo con le mie impressioni? - 


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