Passa ai contenuti principali

15 guida: Chiedersi se il proprio romanzo abbia un vero significato


Come scrivere un romanzo e comunicare un messaggio:
Quindicesimo capitolo
- Come creare le schede su ogni idea realizzata - 


Quest'oggi tratteremo un argomento un po' più blando e più riflessivo.

Vorrei consigliarvi di creare delle schede di analisi su ogni idea che avete creato, sia per il messaggio da comunicare, che per la storia e di conseguenza la fabula e l'intreccio, sia per i personaggi e l'ambientazione.

Questo passaggio l'ho capito una volta finito il mio primo romanzo e l'ho usato nel secondo per aiutarmi a capire se le mie idee avevano senso e coerenza.

Come al solito munitevi di fogli e una penna, ovviamente, potete usare anche dei programmi al computer se siete più comodi, personalmente preferisco il vecchio metodo che posso inserire in un raccoglitore da avere sempre a portata di mano.

Comunque l'importante di questo passaggio consiste nel chiedervi costantemente il "perché" di una determinata idea che avete avuto. 

Perché dovrei comunicare questo messaggio?

Perché dovrei scrivere una storia del genere?

Perché dovrei scegliere un'ambientazione così?

Perché dovrei creare dei personaggi simili?

Imparate a mettervi in discussione per quanto riguarda la scrittura, a volte, ripercorrere i propri passi aiuta a centrare il pensiero su aspetti che inizialmente erano sfuggiti alla nostra comprensione; può capitare a tutti, non è certo un errore tangibile, ma simili accortezze aiutano a migliorarsi e a fare dei passi avanti.

Vorrei anche aggiungere, visto che siamo in argomento, di tenere in mente questo esercizio anche nella vita di tutti i giorni, forse se imparate a farlo quotidianamente, vi risulterà più semplice applicarlo anche alla vostra passione, ma non voglio certo mettere becco in questioni personali e pertanto mi fermo qua. 

A proposito, quante pagine siete riusciti a scrivere del vostro romanzo?

In teoria, se avete seguito il mio consiglio di un paio di pagine e da quando abbiamo iniziato questa esperienza è già passato un mese e una settimana, dovreste avere almeno una cinquantina di pagine pronte, più o meno cinque capitoli, poi ovviamente sta a voi decidere come dividerli, ma in pratica dovremmo essere a buon punto.

Cosa mi dite in proposito?

A che punto siete?

Avete bisogno di chiarimenti, o di altre spiegazioni?

Esercizio: 

Quanto spesso vi ponete domande riguardanti le vostre idee?

Ogni capitolo?

Ogni frase?

Oppure ci pensate una volta finito il romanzo?

A presto, come sempre la vostra Sharon.

Commenti

  1. In genere, mi pongo il problema sin dall'inizio, se poi riuscissi a mettere un senso in ogni frase, sarebbe il massimo, ma conosco i miei limiti. Parto con un'idea, un senso da dare al percorso e la sviluppo, in modo diverso secondo il tipo di romanzo. Quando l''ho finito, mi chiedo poi se è comprensibile al lettore, perché per l'autore è sempre chiaro, avendo tutto dentro, non sempre per il lettore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Lidia;
      Grazie per il contributo!
      In effetti la parte difficile è sempre capire se il romanzo sia comprensibile al lettore, perché alla fine l'autore scrive per essere letto e se nessuno ne capisce il testo, allora diventa un bel problema!
      Grazie della partecipazione, a presto!
      Sharon

      Elimina

Posta un commento

Se commenti per la prima volta, ti consiglio di:
1) accedere all'account con cui vuoi firmarti
2) ricaricare la pagina
3) solo allora inserire il commento.
Se vuoi rimanere aggiornato sulla conversazione via e-mail ti consiglio di mettere la spunta su "inviami notifiche".
Il tuo parere conta, ma non dimenticarti di esprimerlo!

Post popolari in questo blog

Scrivere con il monologo interiore

Scrivere con il monologo interiore
Quando si scrive usando la tecnica del monologo interiore, non bisogna confondersi con il flusso di coscienza, perché entrambi trasmetto pensieri intimi del protagonista, ma diversamente da quest'ultimo deve avere un filo logico da seguire.
Un flusso non si controlla, sono pensieri buttati a casaccio su un foglio, tipo quando si fa il brainstorming, ma un monologo invece segue uno schema preciso. Attraverso questo stile di scrittura si può identificare la caratterizzazione di un personaggio, poiché lo scrittore si può divulgare su temi specifici e lasciare che emerga l'Io narrante della storia. Vi faccio un piccolo esempio di un monologo interiore di un racconto non ancora usato per un concorso letterario:
La mia storia non è niente di speciale, soprattutto non in confronto alla vita travagliata di Van Gogh, o all'illustre romantico William Shakespeare e nemmeno paragonata al viaggio ai confini dell'immaginabile di Alice nel paese del…

Analisi del racconto " Il crollo della casa degli Usher " di Edgar Allan Poe

Analisi del racconto " Il crollo della casa degli Usher " di Edgar Allan Poe
Ed eccoci di nuovo insieme con un altro racconto di Edgar Allan Poe, chi di voi lo conosce, o ha letto una storia di questo supremo poeta americano?
Innanzitutto vorrei esprimere la mia personale impressione di questo straordinario racconto, che tra l'altro ho letto in una mattinata grigia e cupa, di cui le nuvole erano dense e opache, forse volevano illuminare la strada del racconto che stavo per scoprire, o forse, proprio come il protagonista di esso, mi sono sentita incantata dalla superstizione dell'atmosfera funebre della casa degli Usher.
Il racconto inizia con l'arrivo del personaggio proveniente da un luogo remoto del paese, lasciatosi alle spalle un mondo la cui concretezza civile, sociale, geografica non è neppure accennata, il narratore arriva alla casa degli Usher. Esso ci trasporta immediatamente nel mezzo degli eventi, come se la vita del narratore iniziasse nel punto in c…

Sei uno scrittore, ma hai paura di parlare in pubblico?

Sei uno scrittore, ma hai paura di parlare in pubblico? Il titolo di per sé dovrebbe darvi un'idea dall'argomento che tratterò in questo articolo, ma perché la paura di parlare in pubblico da parte di uno scrittore? 
Come molti di voi sapranno non è proprio una cosa naturale per uno scrittore parlare in pubblico, perché tutto ciò che si ha da dire lo si comunica attraverso le parole scritte, ma allo stesso modo è inevitabile dover raccontare a volte ciò che si crea.

Quindi come si fa a superare questa paura? 

Non esistono formule magiche, e neppure esercizi di preparazione, ma penso di potervi rincuorare raccontandovi la mia recente esperienza.

Può essere semplice?  

Diciamo per così dire!

In questi giorni mi è capitato di parlare in pubblico, per un attimo ho temuto il peggio per la mia stessa sanità mentale e capisco che possa sembrare facile a parole, ma con i fatti è tutt'altra storia.

Parlo quindi a discapito di ciò che credevo e pensavo, finché non ho provato l'es…