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19 guida: L'incontro tra i protagonisti di un romanzo


Come scrivere un romanzo e comunicare un messaggio:
Diciannovesimo capitolo
- L'incontro tra i protagonisti di una storia - 


Vi è mai capitato di pensare seriamente all'importanza dell'incontro tra i protagonisti di un romanzo?

A essere onesta è una cosa che ho imparato da "poco" e credo sia di massima importanza, soprattutto se avete deciso in intraprendere questo viaggio e volete davvero comunicare un messaggio nel vostro romanzo.

Diciamo che se i personaggi si incontrano al parco mentre stanno passeggiando avranno sicuramente una preferenza verso un luogo immerso nel verde e nel silenzio.

Non è poi detto che sia il loro passatempo preferito, magari potrebbe essere un caso quella passeggiata notturna, ma credo che sarebbe fuori luogo inserire con l'avanzare della storia un secondo incontro in una discoteca, non avrebbe senso e visto che vogliamo comunicare un messaggio preciso, vediamo di non perderci in simili dettagli e di mantenere sempre la retta via. 

Sicuramente tenendo presente il mio primo esempio, sarebbe preferibile descrivere un ambiente più tranquillo, tipo una biblioteca, o una strada deserta con solo una panchina per far incontrare i personaggi, rimarrebbe in tema con il messaggio.

Ovviamente ognuno è libero di fare come meglio crede, il mio è solo un parere personale; preferisco creare un filo coerente in una storia.

Certo poi a ogni regola c'è un'eccezione, dipende sempre dal tipo di narrazione, dalla fabula e dall'intreccio, ma in genere bisognerebbe seguire per logica il corso degli eventi.

Proprio per questo motivo consiglio sempre di usare le sequenze, servono per avere uno schema generale della storia.

Esse aiutano ad avere una visuale completa sull'intero romanzo e quindi facilitano il lavoro dello scrittore, anche se ovviamente bisogna pensare in grande.

Credo che sarebbe più facile scrivere entrando nell'ottica di un rapace che vola sulle pagine, che vede al di là, che scorge ogni minimo particolare.

Anche quando inserite personaggi secondari, possono non essere importanti all'interno della trama, ma un autore dovrebbe aver ben presente tutta la sua vita, dalla nascita alla morte, solo in questo modo si può raggiungere un grande obiettivo.

Scrivere è molto faticoso, a volte mi rendo conto di cercare una perfezione che sembra scivolarmi tra le dita come acqua corrente, non posso fare a meno di chiedermi se sia poi la cosa giusta da fare.

Scrivere dovrebbe essere passione e voglia di comunicare, eppure con gli anni diventa un vero lavoro, poco importa se non si ha un contratto con una casa editrice, rimane sempre e comunque un lavoro.

Un lavoro che ti porta via tempo e che ti lascia un vuoto enorme quando lo concludi.

Sono riuscita a portare a termine due romanzi ed entrambi mi hanno lasciata con l'amaro in bocca, mi sembrava di perdere una parte importante della mia anima.

I mondi creati, i personaggi realizzati e la storia descritta, sono elementi nati dalla mia fantasia e quindi personali, in un certo modo mi appartengono.

Vi è mai capitato di sentirvi gelosi della vostra stessa opera?

Esercizio:

Come vi ponete nei confronti del primo incontro tra i personaggi della vostra storia?

Come preferite che accada?

In modo casuale, oppure calcolato?

Quanto influenza poi il loro rapporto nella trama?

A presto, come sempre la vostra Sharon.

Commenti

  1. Sono Gerald
    Ho curato molto la problematica dell'incontro fra i protagonisti. Ne Il Richiamo della Tenebra, gli incontri sono punti importanti, collocati in punti cruciali; sanciscono la risoluzione di intrecci passati e ne preparano di futuri. Nel Nuovo romanzo, Il Sentiero della Tenebra, ho introdotto un personaggio, l'Angelo Apolline, destinato a giocare poi un ruolo decisivo e l'ho fatto incontrare con protagonisti in un modo direi traumatico. Da prigioniera e preda dei Demoni, Apolline scoprirà, come i suoi carcerieri, di avere un ruolo importante da giocare e si creerà un legame particolare con loro, diventando alleata.

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    Risposte
    1. Ciao Gerald, come al solito ti ringrazio della partecipazione e mi trovi sempre d'accordo con il tuo punto di vista.
      L'incontro tra i personaggi di un romanzo andrebbe sempre curato nei minimi particolari, perché poi essi determinano l'intero andamento della storia e pertanto bisognerebbe seguire anche una certa logica.
      A presto, buona giornata 😊

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  2. Non mi sono mai posta la domanda. L'incontro è sempre giunto spontaneo seguendo una logica inconscia. Nei primi due romanzi non ho mai creato un incontro romantico fra i protagonisti. Nel primo perché loro si conoscevano già da tempo e più che cercarsi si respingevano. Solo il destino li ha obbligati a seguire la stessa strada nella storia. Nel secondo vi è solo una protagonista e non ha nessuna dolce metà. Lei è una dea e quindi non ha sentimenti mortali e quindi comuni. Nel terzo romanzo invece la protagonista incontra il suo bello la mattina del 2 giugno. Nell'intento di salvare una mamma gatta e il suo cucciolo Desy scavalca le mura di una villa e boom incontra Javier. Colpo di fulmine tra i due. Adoro questa storia d'amore!!! Comunque credo che soprattutto nei romanzi rosa sia di fatto il punto più importante dell'intera storia l'incontro tra i protagonisti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Fiorella, grazie dell'interessamento. Trovo il tuo punto di vista particolare, sopratutto sul fatto che l'incontro per te avviene in maniera spontanea, certo che sono d'accordo sul fatto che in un romanzo d'amore bisogna per forza di case lavorare su questo aspetto, però normalmente anche in un altro genere mi trovo sempre molto meticolosa sul modo in cui possono incrociarsi le strade dei vari personaggi. Anche perché poi ognuno di loro ha la sua utilità nella storia e quindi gli incontri potrebbero determinare accadimenti e scene future.
      Grazie ancora e a presto, ciao ciao 😊

      Elimina

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