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Come scegliere il punto di vista


Scrivere in prima persona, in seconda o in terza limitata soggettiva o oggettiva


Anche in questo caso dovrete mettervi alla prova per poter capire quale faccia al caso vostro:
La prima persona è sicuramente la più usata, ma anche la più difficile perché parlare attraverso gli occhi del protagonista e quindi spiegare le sue emozioni o sensazioni, non è cosa da poco.

Dovere immedesimarvi nel personaggio e renderlo vostro, dovete creare una situazione psicologica in cui voi diventate proprio quella persona, ma nonostante le difficoltà, credo sia molto più personale e diretta, crea un legame col lettere che lo trasporta direttamente nel tuo modo di pensare. 

La seconda persona invece risultata un po' più particolare da usare, sinceramente non la trovo adatta a scrittori alle prime armi, anzi la sconsiglio vivamente per un semplice motivo: Il lettore si sente obbligato a guardare attraverso gli occhi del protagonista.

Capisco che possa sembrare un po' controverso, eppure, a differenza della prima persona in cui siamo noi a guardare il mondo con i suoi occhi e a trasportare il lettore insieme e noi attraverso pagine e pagine di fantasia, nella seconda invece è proprio il contrario, sarà il lettore a dover usare la vista interiore per connettersi con il personaggio e quindi capirete che non è affatto facile scrivere in questa maniera, non per iniziare almeno, poi sicuramente con l'esperienza e gli anni tutto potrebbe essere possibile.

La terza persona limitata soggettiva ricorda molto la prima persona e anche se rimanere comunque una terza, la storia viene raccontata sempre dal protagonista, quindi il mondo lo si osserva coi suoi occhi, tuttavia lo sguardo non corrisponde perfettamente, l'occhio narrativo è posto alle sue spalle.

Poiché la storia è narrata come se fosse osservata si descrive il mondo ma solo attraverso ciò che gli occhi del protagonista vedono, non si conosco i pensieri degli altri personaggi, non si conosce la storia, ma solo quella porzione che il protagonista sa e quindi la storia la si scopre ma mano che viene raccontata.

La terza persona limitata oggettiva racconta solo quello che sta succedendo senza filtrarlo con la personalità del protagonista. Essendo un narratore onnisciente conosce i pensieri dei personaggi e di tutti gli eventi, passati e futuri, anche quelli di cui nessun personaggio è al corrente. Può offrire inoltre giudizi ed opinioni sul comportamento dei personaggi.

Vi lascio riflettere;

Come sempre, la vostra Sharon.

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