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Un imprevisto inaspettato

Un imprevisto inaspettato


Il titolo era solo per mettervi curiosità, lo ammetto, ma è vero che oggi mi è successa una cosa che vorrei condividere con voi poiché rimane in tema con l'argomento di cui parlavo riguardante la differenza tra scrivere un diario personale e un romanzo.

Un mia cara amica, che purtroppo sta vivendo un periodo molto cupo della sua vita, mi ha chiesto se mettersi a scrivere i suoi pensieri potesse esserle di aiuto.

Felice e sorpresa che finalmente stesse prendendo in considerazione un mio consiglio, vecchio di anni, le ho risposto affermativamente e su sua richiesta le ho spiegato il mondo della scrittura.

I pensieri sono milioni e a volte facciamo fatica a catalogarli tutti, scappano e tornando, si rincorrono e si fermano, ti confondono e ti danno quiete, ma se li stendi su un foglio bianco, improvvisamente tutto appare sensato e le risposte che non riuscivi ad acciuffare, ti se pongono senza nessuna fatica.

Abbiamo passato un'ora a parlare e parlare di questo argomento, l'ho visto entusiasta e conivollta dalle mie parole, sono stata rincuorata di poterle essere d'aiuto nel mio piccolo e ho continuato a spronarla finché non si è decisa ad ascoltarmi.

Ad un certo punto mi sono sentita chiedere: 

<< Ma da dove ti vengono tutte queste idee? Cioè le pensi la notte vero? >>

Con l'apparecchio al telefono e la mano ad arricciarmi una ciocca di capelli, le ho risposto:

<< No, è un dono, o ce l'hai, oppure no, non c'è altro modo >>

Mi sono resa conto di aver imparato molto in questi anni e che sicuramente ho altrettanto da comprendere, ma sono fiduciosa e felice di aver una passione che mi aiuta a vivere a testa alta, che mi da la forza per combattere e se per caso lo sconforto si abbatte di voi, dategli un calcio negli stinchi, non permettere a nessuno di portarvi via i vostri sogni, dovete crederci.

Vi lascio in pace e la smetto di blaterare, a presto, come sempre la vostra Sharon. 

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